Il settore alla formidabile sfida dell’economia circolare

Se dobbiamo indicare una tendenza futura per il settore ready-to-eat non possiamo avere dubbi: dobbiamo parlare di sostenibilità ed economia circolare. Sostenibilità non solo nelle pratiche agricole e produttive ma anche e soprattutto nel packaging.

Packaging sostenibile significa scelta di materiali ecocompatibili con caratteristiche tecnologiche adeguate. E si guardi bene che, una volta tanto, per i biomateriali riconducibili alla pratiche della economia circolare in Italia siamo all’avanguardia. Alle pionieristiche e sempre in evoluzione esperienze di Katia Bastioli di Novamont si aggiungono oggi altre realtà.  Per esempio Bio On – che produce bioplastiche per il packaging da sottoprodotti dell’industria zuccheriera – che da poche settimane è entrata anche nel settore ortofrutticolo con una nuova società (Zeropack) dedicata. O ancora ci piace ricordare la pirotecnica imprenditrice sarda Daniela Ducato, che oltre alla bio edilizia si cimenta anche (e non solo) nel settore agro-alimentare.

Alla scelta dei bio materiali si deve poi aggiungere il design delle confezioni, un campo ancora troppo poco esplorato sia dai produttori sia dai distributori.  L’economia circolare ci porta a un modello ecologico ben preciso, in cui si computa e si minimizza l’impatto umano sull’ambiente naturale. Si deve quindi tenere in considerazione l’intero ciclo di un prodotto e quanto si “restituisce” all’ambiente dopo gli atti della produzione, della distribuzione e del consumo. Armonizzare il ciclo di vita di un prodotto vuol dire minimizzare non solo l’impatto ambientale ma talora anche ridurre i costi produttivi e distributivi. Questa è la vera e formidabile sfida del futuro per i settori a forte innovazione, come quello del fresh-cut.

Duccio Caccioni
Coordinatore di Fresh Cut News