Distribuzione. Ecco la strategia di Coop con i co-packer

La scorsa settimana avevamo provato ad individuare quali fossero le richieste della GDO rivolte ai propri co-packer, in merito alle referenze di IV e V Gamma, dando voce a due big player del comparto come La Linea Verde e Cultiva (vedi news). Ma cosa si aspetta realmente la GDO? Questa volta siamo andati direttamente alla fonte ed abbiamo chiesto ad Alberto Ancarani, responsabile ortofrutta per la IV e la V Gamma di Coop Italia, quali siano le strategie perseguite dall’insegna che rappresenta.

Sicuramente ciò che emerge è una modalità di approccio di mercato molto differente per le insalate in busta, dove Coop con la propria Private Label presidia lo scaffale da leader, rispetto alla V Gamma e alle zuppe pronte; ma il denominatore comune che sottende le aspettative di Coop è la costante ricerca di innovazione.

“Ormai da 3/4 anni la nostra strategia per le insalate pronte al consumo è consolidata: si tratta con la PL di presidiare il banco con il cosiddetto prodotto ‘basico’ e altovendente (rucola, insalatine, mix altovendenti etc.) senza doppiature – ci spiega Ancarani – mentre dalla marca industriale ci aspettiamo tanta proposta innovativa, caratterizzata da nuove varietà, nuovi mix e nuovi pack”.

Ad oggi il banco frigo dei supermercati Coop accoglie una trentina di referenze di IV Gamma Private Label (comprese ciotole e proposte bio) e cinque referenze di I Gamma evoluta, pari a circa il 50% dei prodotti esposti e il 70% del valore del venduto. “I margini di crescita, tuttavia, ci sono ancora – commenta il manager -; in particolare stiamo valutando l’inserimento di carote e spinaci Bio pronti al consumo, anche se abbiamo riscontrato che i volumi non sono eccezionali”.

La IV Gamma dunque viene vista come un segmento in fase di maturità, a cui deve essere data ‘nuova vita’ grazie alla costante ricerca di innovazione, ma, al contempo, che richiede un lavoro meticoloso da parte della Distribuzione in termini di controllo dello scaffale: “Per noi la cosa più importante è la gestione efficiente del layout, dei prezzi, delle promozioni e degli assortimenti”, ha commentato a riguardo Ancarani.

Per le zuppe fresche il discorso è differente: “In questo segmento la Private Label segue una logica di prodotto non me-too rispetto al leader di mercato; l’obiettivo è quello di ‘allargare la torta’, proponendo prodotti e ricette completamente nuovi e diversi da quelli a marchio industriale. In questo caso l’idea è aumentare la ‘rotazione del banco’; l’offerta a marchio commerciale Coop deve contribuire a farlo proponendo prodotti differenziati dalla concorrenza”.

Stessa ratio per la linea di estratti, dei burger vegetali e per i prodotti preparati, cotti e confezionati sotto vuoto. “Da tempo stiamo studiando il mercato affinché si possa sviluppare in modo efficace una linea di V Gamma. Ad oggi non abbiamo ancora trovato una proposta da parte dei nostri co-packer in grado di intercettare il gusto dei consumatori. Da parte nostra, tuttavia, stiamo valutando l’entrata in questo segmento, magari con uno dei marchi premium (ViviVerde o FiorFiore) sempre nella logica di creazione del valore e differenziazione dell’offerta”, ha concluso Ancarani.

Chiara Brandi