Blockchain con i robot. E Walmart lancia la sua valuta: i gettoni Wal

Dopo la grave epidemia di E.coli causata negli US da alcuni lotti di lattuga romana coltivata a Yuma (Arkansas) che ha determinato massicci ritiri, più di duecento persone contagiate e cinque decessi, Walmart ha deciso di imporre la blockchain ai propri fornitori di ortaggi a foglia. La richiesta è ufficialmente in vigore dal 31 gennaio. Dall’ottobre scorso, il colosso della distribuzione alimentare aveva avviato un sistema di transazioni digitali, Walmartleaf.com,  che, sempre attraverso la blockchain, utilizzerà esclusivamente una criptovaluta per le transazioni e-commerce.

I fornitori diretti della catena americana, avevano tempo dunque fino al 31 gennaio per adeguarsi ai nuovi requisiti di trasparenza e aderire al sistema di blockchain Walmart, sviluppato sulla rete di tracciabilità end-to-end di IBM Food Trust che tra l’altro prevede, in alcuni passaggi, l’utilizzo di robot. Mentre per le sub-forniture e tutti i canali verticali della supply chain, la scadenza per l’adeguamento è il prossimo 30 settembre 2019.

Per agevolare la fase di transizione divisa in due momenti, Walmart ha lavorato con IBM ed altre aziende per creare una soluzione di tracciabilità facile da usare, a basso costo e in grado di creare valore condiviso. Tutte soluzioni che vengono proposte anche con corsi di formazione alle aziende fornitrici tramite webinar o la diffusione di un elenco di FAQ.

È di ottobre scorso, invece, il lancio del nuovo servizio di blockchain WalmartLeaf.com. Si tratta di una nuova rete di gestione patrimoniale finanziaria decentrata, per realizzare il sistema di trasferimento di denaro più affidabile al mondo e la capacità di finalizzare le transazioni in meno di due secondi. I fornitori sono chiamati ad adeguarsi trasformando i pagamenti del canale e-commerce dalla modalità cash a quella digitale tramite criptovaluta sulla rete Ethereum che usa funzioni e smart contracts del token ERC20. L’obiettivo è quello di offrire un nuovo servizio di pagamento in rete già dall’anno fiscale in corso. A tal fine saranno convertiti nella criptovaluta Walmart, denominata Wal, già in prevendita da ottobre, circa un miliardo di ‘gettoni’. Il 75% (750 milioni di Wal) destinato ai fornitori ed il 25% (250 milioni di Wal) alla catena.

Mariangela Latella