Con Cartopack SpA di Rutigliano, in provincia di Bari, il progetto globale ‘Social Plastic’ approda in Europa, dato che è il primo packer, e al momento l’unico del continente ad aderirvi. L’iniziativa è stata lanciata, l’anno scorso, dalla Plastic Bank e coinvolge, a livello globale, autorevolissimi partner tra i quali, ad esempio, IBM, E&C Johnson, Aldi ed Henkel.
L’obiettivo del progetto è quello di riciclare la plastica di cui è inondata l’area oceanica del Pacifico, il Sudest asiatico, le Filippine e Haiti, e remunerare i raccoglitori manuali di quei Paesi. “Dopo qualche mese dedicato all’organizzazione e al coordinamento dell’attività dei vari partner e delle procedure – ci spiega
(nella foto), responsabile commerciale dell’azienda che fattura 80 milioni di euro l’anno – siamo partiti a gennaio e, ad oggi, Cartonpack riesce a riciclare circa 50 milioni di bottiglie l’anno ma potremo fare molto di più, in base alle richieste del mercato”.
L’iniziativa è di interesse per la IV Gamma. Il prodotto di IV Gamma che esce dopo la lavorazione in azienda, è infatti un RPET, ossia plastica riciclata minimo all’80-90%, con cui si producono ciotole di IV Gamma, inserti per arricchitori, o anche film flessibili per le buste, per il top seal oppure per il flow pack.
“L’attività di recupero – riferisce Persico – ha circa un 15% di sfrido, ossia di plastica che non è adatta all’uso alimentare perché magari colorata o semplicemente sporca. In tal caso viene destinata ad altri usi”.
In tempi di Covid, la richiesta di pack per la IV Gamma (che rappresenta il 20% di quel 70% di fatturato realizzato da Cartonpack nella filiera ortofrutticola) è cresciuta del 5% nel primo trimestre in relazione allo stesso periodo dell’anno scorso. “La maggiori richiesta di prodotto confezionato – precisa Persico – dipende dal fatto che, probabilmente, per i distributori, si tratta di un prodotto più facilmente maneggiabile in magazzino e, al contempo, garantisce migliori standard di sicurezza alimentare perché riduce le possibilità di contatti con il suo contenuto”.
L’idiosincrasia tra i rallentamenti degli ordini da parte della GDO ai produttori di IV Gamma e la maggior richiesta di pack per fresh cut, deriva dal fatto che la produzione aumenta a seguito di una maggiore richiesta di formati piccoli che determinano una maggiore lavorazione. Una tendenza legata al fatto che i classici formati famiglia, dedicati al canale horeca, oggi non sono più richiesti.
“Se guardiamo al settore ortofrutta fresca in generale – chiosa Persico – la maggiore richiesta di packaging riguarda anche lo sfuso e si attesta al +8% in questo periodo”.
A causa del blocco Covid, l’approvvigionamento della materia prima da riciclare sta subendo rallentamenti di circa tre settimane ma questo non inficia la produttività dell’azienda che ha una grande capacità di stoccaggio con un magazzino di 80 mila mq su un’area di stabilimenti da 10 ettari. Precisazione: “Abbiamo stock per sei mesi”.
Mariangela Latella