Sansone: Dimar ritocca i listini e valorizza i brand di IV Gamma, MDD al 40%

In casa Dimar il marchio del distributore vale per IV e V Gamma circa il 40% del totale “fresh cut” ed appare in crescita grazie a un posizionamento di prezzo in linea con l’offerta dei discounter. Ma la società della grande distribuzione aderente a Selex, i cui negozi sono concentrati in Piemonte e Liguria, punta a valorizzare anche il brand “industriale”. Nell’ottica di garantire, tra le altre cose, quella soddisfazione economica che da troppo tempo latita, lungo la filiera.

“In questi mesi difficili abbiamo riconosciuto ad alcuni fornitori anche due tranche di aumenti“, spiega a Fresh Cut News il responsabile acquisti ortofrutta Giovanni Sansone. “Il 2022 è stato positivo per le vendite, anche perché avevamo ‘controcifre’ facili da raggiungere sulla IV e V Gamma dopo il difficile biennio precedente, tuttavia le criticità non sono mancate, come noto: incremento dei costi e difficoltà di farsi riconoscere aumenti a monte della filiera e, a valle, sul fronte della distribuzione, la complessità di ribaltare o meno i rincari sul consumatore. Il 2023 sta sostanzialmente ricalcando le stesse orme“.

Reparto ortofrutta di un supermercato del gruppo Dimar

E qui entrano in gioco le strategie dei retailer: quella di Dimar, prevede di “riposizionare i listini per cercare di dare respiro ai fornitori”. Viceversa, “molte altre aziende non lo hanno fatto e non lo stanno facendo per preservare o recuperare quote di mercato; secondo noi però, non è questa la leva corretta”.
Per Sansone infatti, le priorità sono “diversificare la proposta, dare il corretto posizionamento a seconda del prodotto, aumentare la profondità dell’offerta in relazione anche alla marca del fornitore”.

MDD e marca industriale, peraltro, sembrano seguire percorsi diversi: “La prima, più basica, ha un posizionamento ‘di ingresso’ sulla categoria e, in questa fase di crisi, è ovviamente gettonata dal consumatore. Ma noi vogliamo far giocare alla marca del produttore il ruolo che le spetta, anche per segmentare e valorizzare“.

In un inizio di 2023 difficoltoso per tutta l’ortofrutta, intanto, IV e V Gamma evidenziano in Dimar un dato migliore rispetto al resto del reparto: “Riusciamo a sviluppare buoni volumi, l’inflazione peraltro resta più bassa di altri reparti”, puntualizza il responsabile acquisti.

Certo, non sono tempi facili: “Dallo scorso anno ravvisiamo difficoltà evidenti nel settore, con management che cambia a livello di attori, richieste affannose di aumenti dei listini, interruzione di forniture di alcune linee, incertezza se fare o meno determinati articoli”.

Le insegne del Gruppo Dimar

C’è il rischio di chiusure importanti tra i grandi player del fresh cut? “Una selezione è possibile – replica Sansone – anche se ci auguriamo di no: lavoriamo con le aziende più importanti del centro nord, aziende che sono un patrimonio per l’Italia nel settore. Abbiamo avvertito difficoltà sia per le imprese strutturate che per le piccole realtà”.

“In questa fase – aggiunge – la mancanza di materia prima costituisce un disservizio. Probabilmente c’è anche della strategia rispetto al reperimento della stessa, dopo mesi di prezzi blocati Bisognerà vedere i conti economici, non è detto basti per farli quadrare. Per Dimar in ogni caso – conclude Sansone – non ci sono problemi particolari rispetto alle rotture di stock: avendo più marchi e prodotti a disposizione, riusciamo a soddisfare comunque le richieste del consumatore“.

Mirko Aldinucci
mirko.aldinucci@freshcutnews.it

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