La rivoluzione tecnologica che avvicina al futuro anche la IV Gamma

Big data, processi idro-protettivi, sensoristica, intelligenza artificiale e robotica. Sono alcuni degli strumenti che la rivoluzione tecnologica nell’agricoltura ha introdotto e che possono essere particolarmente utili al settore IV Gamma soprattutto in questa fase di rilancio.
Alcuni di queste innovazioni sono state inserite in un report pubblicato lo scorso febbraio dal Comitato Agri dell’Europarlamento, ai fini di un upload verso l’innovazione della prossima PAC.
“Questo studio – si legge nel documento comunitario – presenta una panoramica dello stato dell’arte nell’agricoltura digitale, l’impatto delle nuove tecnologie nella catena di valore alimentare e le opportunità sul mercato utili per la modernizzazione”.
Un grande impatto sulla catena del valore alimentare viene riconosciuto, dallo studio, in particolare alla cosiddetta ‘Internet of Things’, alla robotizzazione, all’intelligenza artificiale e ai big data. Ci si aspetta un impatto medio da blockchain, sistemi di navigazione satellitare (GNSS) e realtà virtuale. Basso impatto è atteso dalle reti ‘broadband’, l’ICT e le piattaforme di e-business, dato che sono già molto diffusi.
“Gli impatti sulla PAC – si legge nel rapporto – sono legati al fatto che il cosiddetto smart-farming, ossia l’agricoltura intelligente, può ridurre l’impatto ambientale, gli sprechi, aumentare la sicurezza alimentare oltre che migliorare gli incentivi per la produzione sostenibile e per i nuovi modelli di business, con minori oneri amministrativi”.
“Tuttavia vi è il rischio – si legge nel dossier – che possa aumentare l’onere amministrativo per gli agricoltori senza che si ottenga una migliore sostenibilità perché, magari, i dati disponibili non vengono utilizzati correttamente”.
Il network europeo della ricerca in agricoltura attualmente è composto da tanti soggetti e progetti a vario titolo finanziati dall’Unione. Tra questi l’IoF 2020 (Internet of Food &Farm 2020), nel quadro di Horizon2020, che ha investito 30 milioni di euro.

C’è poi il progetto SmartAgriHubs, recentemente avviato in Europa per il consolidamento e la promozione di una rete a livello europeo e quello denominato EIT Food che ha cinque hub per l’innovazione in tutta Europa. C’è poi tutta una serie di Centri di ricerca internazionali come il CGIAR, Consultative Group for International Agricultural Research; il GFAR, Global Forum on Agricultural Research and Innovation e il Godan, Global Open Data for Agriculture and Nutrition.

Ecco alcune innovazioni individuate dal Comitato europeo che riguardano direttamente la produzione di IV Gamma.
HPP, Hydro Protective Process. Il Centro di sviluppo agroalimentare del Quebec ha sviluppato questa tecnologia per triplicare la shelf-life degli alimenti freschi. Essa consiste nell’immersione di un alimento confezionato in acqua fredda con una compressione idrostatica di 87mila PSI. In questo modo si distruggono i microrganismi presenti negli alimenti quali la Listeria e l’E.Coli. Poiché il prodotto viene trattato dentro il packaging, non si verifica inoltre il rischio di ricontaminazione. L’elaborazione ad alta pressione può essere utilizzata sulla maggior parte dei prodotti privi di aria e con contenuto di umidità provenienti da succhi, puree, confezioni di insalate e frutta, prodotti a base di avocado, gastronomia e altro ancora.
Iron OX. È un progetto di intelligenza artificiale e robotica che gestiscono l’azienda idroponica San Carlos in California. L’obiettivo è l’autosufficienza energetica e idrica, una bassa carbon footprint e l’incremento fino a 30 volte della resa per superficie rispetto all’agricoltura tradizionale (26 mila teste di lattuga in meno di mille mq) minimizzando il problema della carenza di manodopera e della variabilità meteorologica. Iron OX è in grado di fornire verdure a foglia verde ed erbe aromatiche per 12 mesi senza i limiti legati alla stagionalità e alle fluttuazioni dei prezzi.
Digitizing Leafy Vegetables. Il sistema usa i big data in combinata con droni e satelliti IoT per analizzare i suoli e il microclima, per migliorare il monitoraggio e l’ottimizzazione della produzione di oltre venti tipi di ortaggi a foglia da parte dell’azienda Bio Marathon, in Grecia. I dispositivi IoT sono installati sul campo e includono stazioni meteorologiche, sensori di umidità del suolo, misuratori di flusso e valvole solenoidi. I dati estratti si basano sulla composizione meccanica del suolo, il pH e il contenuto di materia organica.
Mappe di umidità del suolo. Si ottengono con l’uso di droni ad integrazione delle misurazioni satellitari e sul campo e sono frutto del progetto Mistrale finanziato dall’UE finalizzato a facilitare la gestione dell’acqua. L’obiettivo del progetto è misurare l’umidità del suolo da un aeromobile senza equipaggio utilizzando tecnologia GNSS (navigazione satellitare). I partner del progetto stanno lavorando attivamente per migliorare e miniaturizzare l’apparecchiatura GNSS-R, nonché per integrarla in un sistema di aeromobili senza equipaggio. La soluzione ha il potenziale per essere ampiamente commercializzata.
Bioresources Supply Chain Optimiser. BioSCO si rivolge al mercato globale dell’ottimizzazione logistica delle biorisorse attraverso un sistema di supporto decisionale basato su un algoritmo in grado di analizzare tutta la marea di variabili possibili dell’agri-logistica (es. colture a ciclo breve, condizioni climatiche) per individuare la soluzione logistica migliore e meno costosa rispetto al caso specifico. Obiettivo: creare un costo efficiente della logistica che oggi arriva ad erodere fino al 50% del valore della coltura.
Realtà aumentata. Questa innovazione, sviluppata in collaborazione con EY (Ernest & Young), Taqtile, Slantrange e Microsoft, permette di differenziare il trattamento in ogni singola area del campo in base alla tipologia di colture presenti (alto rendimento, medio, oppure biomassa ottimale). Grazie all’avvento del Global Positioning System in azione congiunta con le tecnologie di agricoltura di precisione, i coltivatori possono raccogliere dati su scala molto piccola permettendo di differenziare i trattamenti su singole aree. Questo sistema ha un impatto particolarmente positivo sul reddito agricolo. Inoltre, una maggiore trasparenza e visibilità nella catena alimentare migliora la competitività. Avrà meno impatto sugli obiettivi di mantenere un’agricoltura diversificata in tutta l’UE e promuovere lo sviluppo socio-economico nelle aree rurali.
Mariangela Latella