La crescita del fresco confezionato impone il packaging green

Frutta e verdura di IV Gamma e piatti pronti on-the-go sono gli alimenti confezionati che registrano una maggiore crescita di consumo in Italia sul totale dei prodotti confezionati (inclusi queli non alimentari) con un trend di aumento dell’uso del packaging dell’81,7% tra il 2018 e il 2019. Lo ha rivelato Nicola De Carne, retailer client business partner di Nielsen, nel corso della giornata inaugurale del Convegno Internazionale ‘Packaging speaks green’, svoltosi il 20 e 21 febbraio al FICO Eataly World di Bologna.

“Tra i prodotti confezionati maggiormente richiesti – ha spiegato De Carne – ci sono i pomodori, gli ortaggi preparati e gli avocado, seguiti da fragole e berries in generale, mele e banane. In questi settori e in generale in quello della frutta e verdura fresca, c’è la possibilità di allargare i consumi in maniera significativa”.

I prodotti confezionati, infatti, da un lato corrispondono ad una richiesta di consumo veloce, facile e innovativo, d’altro canto devono tenere in conto la richiesta di sostenibilità e di informazioni sulla sostenibilità contenute in etichetta che i consumatori, ancora troppo poco informati, chiedono.
“Bisogna misurarsi anche con il rapporto con i big retailer – ha sottolineato De Carne – che, impegnati nella competizione dei prezzi, difficilmente sono disposti ad accettare aumenti di prezzo legati al valore aggiunto della sostenibilità anche in ragione del fatto che i sondaggi rivelano che i consumatori pur chiedendo prioritariamente packaging sostenibili non sono disposti a pagarne il relativo differenziale di prezzo. Un dato da tenere in considerazione se si realizza che un pack su quattro, in Italia, viene venduto nei discount, il 37% nei supermercati e il 22% negli iper”.

Secondo i dati Nielsen il cibo fresco confezionato (non solo frutta e verdura ma anche carne e formaggio) cresce cinque volte più veloce del cibo sfuso. E se tra i vantaggi di acquistare il cibo sfuso figurano, in primo luogo, la possibilità di scegliere il singolo prodotto, un prezzo più basso ed una scelta etica, comunque prevalgono le nuove tendenze della domanda garantite dal cibo confezionato e quindi il contenuto di servizi, l’acquisto veloce, la migliore conservabilità e la maggiore sicurezza alimentare.
“Il livello di consapevolezza del consumatore finale – ha precisato lo stesso De Carne – attiene alla capacità del produttore di rendere accessibili questi prodotti anche a livello di informazioni sul loro smaltimento. Il driver ‘sostenibilità’ ha un trend di crescita di quasi il 20% tra il 2018 e il 2019 e è arrivato a generare un fatturato di 7 miliardi di euro nell’anno appena trascorso ma allo stato attuale solo la GDO riesce a comunicare ampiamente sui packaging come riciclarlo. Questo avviene sul 67% del totale dei prodotti. Per contro la comunicazione sulla riciclabilità di frutta e verdura fresca riguarda il 62,2% dei prodotti complessivamente considerati e figura al al primo posto tra tutte le categorie di prodotto”.

In Italia, l’attitudine ai prodotti green del consumatore, mette la sostenibilità del pack al secondo posto tra i driver di acquisto (47%) seconda solo al design (48%) e davanti al brand (40%) e alla dimensione del pack.
Solo il 6% delle aziende italiane si stanno convertendo velocemente verso la sostenibilità. Quelle del packaging sono le più virtuose in Italia e in generale nell’UE. Ma il 41% delle aziende italiane in generale sta pensando che è arrivato il momento di avviare un processo di conversione green.

Mariangela Latella