I nuovi sistemi di coltivazione hanno tanto da comunicare

Si è tenuto il 19 e il 20 febbraio scorsi a Pordenone l’evento internazionale sulle nuove tecniche di coltivazione, vertical farming e fuori suolo, Novel Farm. All’interno della programmazione convegnistica, in particolare durante l’incontro dedicato al ‘Soilles Market’, Daria Lodi di CSO Italy ha delineato una panoramica sull’andamento dei consumi di IV Gamma in Italia.

Partendo dal presupposto che l’intero comparto ortofrutticolo non stia attraversando un periodo particolarmente florido ( nel 2019 si è registrato un -3,5% dei volumi di fresco acquistati dalle famiglie italiane) per la IV Gamma il quadro fa ancora ben sperare. In particolare, in riferimento alla macro categoria la posizione della IV Gamma insalate nel ranking è incoraggiante, alla 13ma posizione preceduta da specie rilevanti come melanzane e peperoni e seguita a ruota dai cavolfiori. Vi sono inoltre da considerare i volumi di IV Gamma di altre verdure e le miste elaborate, anch’esse con quantità sempre meno marginali nel contesto orticolo.

Andando nel dettaglio, la IV Gamma insalate miste primeggia con circa 47 mila tonnellate, mentre le semplici (composte da una sola tipologia di foglia) si fermano a 37 mila tonnellate, quindi le altre verdure come spinaci, carote e zucchine sono state acquistate per un volume di 38 mila tonnellate, le miste elaborate (preparati per ragù, brodi etc) sono sull’ordine delle 2,4 mila tonnellate ed infine la frutta con 3,2 mila tonnellate.

I trend vedono le insalate miste sostanzialmente stabili, le semplici in crescita per tutta la serie storica, le altre verdure mostrano una propensione alla crescita, mentre le miste elaborate sono più stagnanti. Infine la frutta, seppur ancora una nicchia, sta mostrando un buon tasso di crescita.

In termini di penetrazione la percentuale nel 2019 ha raggiunto il 74,4%, per una media di volumi acquistati di 4,4 kg.

I consumi di IV Gamma insalate vedono una prevalenza nei acquisto nel secondo e terzo trimestre ossia nel tra la primavera e l’estate, soffrono il primo trimestre dell’anno e il periodo da ottobre a dicembre.

La distribuzione geografica dei consumi vede prevalere il Nord Ovest dove si accentra il 34% degli acquisti con una penetrazione che supera l’80%, segue il Centro con il 27% con il record di consumo per famiglia di 5 kg.

Passando poi all’analisi dei canali di distribuzione preferiti per l’acquisto di prodotti di IV Gamma dal confronto con gli anni passati emerge una flessione delle quote per iper e super, mentre aumentano i discount. “Abbiamo notato una forte crescita dei discount, nel confronto con il 2018 questi crescono in termini assoluti del +12% passando da 23 a quasi 26 mila tonnellate. Ipermercati e supermercati in calo nello stesso confronto temporale, rispettivamente del -4% e -5%”, ha specificato Daria Lodi.

Proprio parlando di GDO, dal 1998 CSO Italy monitora con rilevazioni settimanali un campione di punti vendita della grande distribuzione nazionale. “Se analizziamo i dati rilevati presso uno dei punti vendita da noi monitorato ossia un ESSELUNGA di Bologna notiamo che mediamente sono presenti 110 referenze di ortofrutta in IV Gamma, di queste la metà è di insalate in vari formati e tipologie, 40 di tutte le altre ed una decina sono di frutta ready to eat. È evidente una crescita costante nella proposizione: in poco più di 10 anni la varietà di scelta presso il punto vendita è aumentata di 20 referenze, che equivalgono a circa il 60% in più”.

Situazione diversa per i discount: “Se prendiamo ad esempio un LIDL di Milano noteremmo come nel 2019 l’offerta di IV Gamma insalate sia stata mediamente di 10 referenze, addirittura inferiore a quella del 2015 quando erano 11 (per non parlare del 2009 anno nel quale la IV Gamma insalate era sostanzialmente non rilevabile). I consumi indicavano i discount come canale di vendita per il 31% delle quantità di IV Gamma insalate, con un trend in crescita per questa categoria: forse vale la pena soffermarsi a riflettere sulla reale efficacia di una differenziazione così ampia dell’offerta”, aggiunge Lodi.

Sempre grazie alle rilevazioni CSO Italy è poi possibile prendere in esame anche le dimensioni delle confezioni. “Probabilmente si è andati incontro alle esigenze del consumatore, sia per evitare lo spreco alimentare, ma anche perché la preponderanza delle famiglie acquirenti di IV Gamma insalate è composta da 1-2 unità”.

Infine definendo il quadro dei consumatori per età: le famiglie monocomponente, che rappresentano il 24% degli acquisti, sono in buona parte composte da un referente acquisti over 65, sebbene questi rappresentino un terzo dei responsabili acquisti italiani, il volume di acquisto rimane fermo al 25%. “La IV Gamma insalate si conferma – aggiunge a tal proposito – come una categoria ‘giovane’ tra i 35 ed i 64 anni, fascia in cui la penetrazione mediamente è del 78%”.

“Riassumendo – conclude Lodi – il consumo interno di ortofrutta non brilla, in questo contesto le specie che stanno facendo innovazione evidenziano impulsi positivi: la IV Gamma è un concentrato di innovazione, produttiva ma non solo, anche nel packaging e nella comunicazione. Esiste un 25,6% di famiglie che non ha mai acquistato IV Gamma insalate nel 2019: sarà quindi si importante confermare gli attuali acquirenti di IV Gamma, ma anche andare a conquistare il quarto della popolazione che attualmente non acquista queste referenze. È opportuno inoltre valutare se l’ampia scelta nella segmentazione è o meno una strada ancora vincente. Metri e metri lineari di referenze sono quello che il consumatore vuole? Come abbiamo visto i discount aumentano notevolmente il peso negli acquisti, seppure mantengano una segmentazione minimalista rispetto ad iper e supermercati. Un altro aspetto che sta via via acquisendo maggior importanza è l’elevata attenzione rispetto ai temi ecologici e di sostenibilità. Come abbiamo visto confezioni sempre più piccole per ridurre lo spreco alimentare, ma conseguente aumento dei rifiuti in termini di imballo. Tematiche molto care al consumatore, a maggior ragione in questo periodo dove il packaging è demonizzato ed è in atto la ‘lotta alla plastica’. Infine, mi preme sottolineare, che da anni il consumatore non è più un ‘cacciatore di offerte’ ma è sempre più attento non solo agli aspetti nutrizionali di quello che porta in tavola, ma anche a quelli produttivi. In questo ambito il vertical farming/fuorisuolo/idroponica/aeroponica e tutti i nuovi sistemi di coltivazione hanno decisamente qualcosa di importante da comunicare all’anello finale della filiera ortofrutticola”.

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