IV e V Gamma al centro del progetto Agromed di Taranto

Via libera al piano industriale di Agromed, il primo Centro agroalimentare pubblico, interamente partecipato dalla Camera di Commercio di Taranto, che avrà tra le sue principali attività quella di produrre IV e V gamma made in Puglia con appositi impianti di trasformazione e confezionamento (vedi news).

L’investimento iniziale è di circa 12 milioni di euro, che serviranno per rimettere in moto, con una nuova funzione, l’ex stabilimento tessile di Miroglio a Castellaneta, in provincia di Taranto, chiuso da più di dieci anni, con l’obiettivo di riportare al centro delle politiche tarantine il settore agricolo e quello logistico.
Quest’ultimo aspetto, anzi, è strategico perché tra gli obiettivi di Agromed c’è anche quello di diventare parte attiva all’interno del porto di Taranto, che punta alla gestione dell’intera catena del freddo dei terminali per diventare anche un player strategico del Sud nel settore dell’import-export ortofrutticolo soprattutto nell’area di Medio Oriente e Nord Africa e sulla rotta  Mediterraneo-Europa.

“Il progetto è di lunga data – spiega il senatore tarantino Mario Turco, M5S(nella foto) che ha fortemente voluto e contribuito alla realizzazione di questo progetto -. Il fondo da 10 milioni di euro era stato stanziato nei primi anni Duemila dal CIPE ed era rimasto bloccato perché ancorato ad un vecchio progetto, quello del Distripark di Taranto che però non ha mai raggiunto l’obiettivo di permettere ad Agromed di insediarsi nei terreni destinati, all’epoca, al Centro agroalimentare. Per evitare di perdere la somma assegnata, che negli anni, con gli interessi, è lievitata a 12 milioni di euro, abbiamo chiesto e ottenuto il via libera del CIPE ad un nuovo piano industriale, legato alla nuova sede individuata negli ex impianti Miroglio di Castellaneta. Via libera che è arrivato da pochi giorni”.

Il nuovo Centro Agroalimentare sarà costruito senza sprecare nuovo suolo, su uno stabilimento che occupava uno spazio di 33 mila metriquadrati coperti oltre a spazi aperti. Strategica anche la vicinanza alla ferrovia e, attraverso la logistica intermodale, al porto di Taranto.

“Tra gli obiettivi – sottolinea il senatore Turco – c’è quello di creare un laboratorio adibito alle certificazioni che sarà associato ad Agromed in modo da creare uno di primi centri certificatori del Sud Italia. Vogliamo creare il perno per un’agricoltura che sappia dare il giusto valore aggiunto ai prodotti e alle nostre aziende agricole”.

“Il settore della IV e V Gamma – precisa da parte sua Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia e vicepresidente dell’azienda Agromed, guidata dal presidente Vincenzo Cesareo, peraltro ex presidente di Confindustria Taranto – sarà trainante e occuperà il 40% delle attività del Centro. L’obiettivo non è quello di fare profitto ma di offrire uno sbocco ai tanti produttori agricoli del territorio che attualmente si muovono in ordine sparso e sono in balia del mercato. Stiamo parlando di almeno 10 mila aziende agricole atomizzate che, magari grazie ad Agromed potrebbero unirsi in OP e strutturarsi anche grazie ai servizi offerti. Sia chiaro, noi non ci poniamo in concorrenza con le realtà del settore, siamo una società pubblica, forniamo servizi al territorio e siamo no profit”.

Il Centro potrebbe essere a regime dalla fine del 2021. Agromed andrà ad affiancarsi a imprese di riferimento del commercio agroalimentare all’ingrosso della provincia di Taranto come A&G Consulting a Massafra, Nuova Taranfish a Taranto, Antonio Petrocelli a Taranto  e Schiavone Group.

I promotori di Agromed stanno lavorando per creare politiche di alleanza con player del settore interessati ad operare nel quadro del porto di Taranto, quali associazioni di produttori anche estere, compagnie di trasporto marittimo, istituzioni governative come ISMEA, Centri di ricerca agronomica, Università, industrie di trasformazione e istituti di credito.

Mariangela Latella