IV Gamma attenta al packaging! Gli italiani lo vogliono più green

Nove italiani su dieci sono preoccupati dell’impatto che le confezioni di plastica generano sull’ambiente, il 60% è preoccupato del “climate change”, il 46% della produzione e dello smaltimento dei rifiuti e il 41% dell’inquinamento atmosferico. La presenza di microplastiche in alimenti e bevande è invece un aspetto ambientale che allarma il 35% dei cittadini del nostro Paese, mentre il 31% teme per l’esaurimento delle risorse naturali.

É quanto emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio Packaging del Largo Consumo, realizzato da Nomisma in collaborazione con SpinLife-Università di Padova per approfondire il ruolo del packaging nelle scelte di acquisto dei ‘nuovi’ consumatori, alla luce degli effetti indotti dall’emergenza sanitaria su esigenze, bisogni e sistema valoriale degli italiani.
Uno studio, condotto su oltre 1.000 responsabili degli acquisti tra i 18 e i 65 anni, che riguarda molto da vicino la IV Gamma, legata, per sua natura, a doppio filo con il concetto di confezione.
Tra le tendenze di consumo emergenti, si evidenziano comportamenti di acquisto che tengono conto, fra l’altro, degli aspetti ambientali legati al packaging: il 65% degli italiani preferirà – nei prossimi 12 mesi – prodotti con poco imballaggio (+15 punti percentuali rispetto ad oggi); il 59% acquisterà prodotti che presentano un packaging sostenibile (+14% rispetto ad oggi) e, di contro, il 57% ridurrà l’acquisto di quelli con imballaggi in plastica vergine non riciclata (+12% rispetto ad oggi).
La ricerca di Nomisma rivela uno scenario del “new normal” (così è chiamata la prossima epoca post Covid19) paragonabile ad una sorta di ripartenza dal ‘verde’. Insomma, ripresa economica sì, ma senza accantonare la tutela dell’ambiente al punto che più della metà degli italiani, il 54%, dichiara che nei prossimi 12 mesi acquisterà regolarmente prodotti fatti con metodi sostenibili. Un dato statistico che fa un balzo in avanti di 23 punti percentuali rispetto a quanto accadeva fino ad oggi.
La metà dei consumatori, inoltre, acquisterà prodotti locali e a ‘km 0’ (+13 punti percentuali rispetto ad oggi); il 51% acquisterà alimenti a marchio biologico (+8 punti percentuali rispetto ad oggi).
In sostanza, la sensibilità verso la salvaguardia dell’ambiente, all’inizio del 2021, rimane e anzi si rafforza come priorità per gli italiani. Basti pensare che nel corso del 2020 solo il 4% ha diminuito l’importanza attribuita ai temi ambientali nella loro quotidianità, a fronte di un 33% che, per contro, ha visto crescere il ruolo rivestito dall’ambiente nelle scelte di tutti i giorni e di un 27% che ha sempre considerato l’ecosistema una priorità e continuerà a farlo anche nei mesi a venire.
Mariangela Latella