Carota gialla bio di Ispica, un’opzione nuova per IV e V Gamma

La rivoluzione orticola di IV e V Gamma, di questa prima parte del 2021, è la carota gialla di Ispica. Natura Iblea, unico produttore italiano, al momento, ne ha già in produzione 10 ettari tutti destinati al mercato estero, in particolare svizzero, ma stante le particolari proprietà sia organolettiche che di colore, sta già pianificando espansioni produttive fino a 60 ettari sempre nel comprensorio di Ispica.
“In realtà – ci spiega Roberto Giadone (nella foto), general manager di Natura Iblea, azienda siciliana di IV Gamma bio e unica produttrice del tubero giallo in versione bio – la carota gialla è una varietà ancora più antica di quella rossa che è esplosa sul mercato negli anni ‘50. Solo che nel tempo se ne sono perse le coltivazioni preferendo la varietà arancione per il suo sapore meno selvatico. Pensi, però, che è proprio per questo che un nostro cliente svizzero, che la produce solo per un breve periodo dell’anno e per il resto è costretto ad importarla, ci ha chiesto di produrla. Il sapore selvatico di questa carota, oltre all’elevato grado brix che raggiunge, è molto apprezzato dagli elvetici nei minestroni di IV e V Gamma”.
Natura Iblea ha iniziato a testare commercialmente questo tubero da quattro anni e da quest’anno è entrata nel vivo della commercializzazione con 10 ettari in produzione. “Dopo uno studio dei terreni del comprensorio di Ispica – precisa Giadone – abbiamo selezionato complessivamente 60 ettari che hanno le caratteristiche di suolo richieste per questa varietà. Non deve essere un terreno né argilloso né sabbioso perché sono drenanti e tendono a seccare, mentre, per contro, la carota gialla ha bisogno di umidità e sostanza organica”.
L’idea di Giadone, visto il successo raggiunto all’estero in pochi anni, è quella di proporre questa carota al mercato interno, soprattutto ai grandi produttori nostrani di IV e V Gamma, posto che le superfici per espandere le produzioni ci sono tutte, accrescendo i volumi, anche velocemente.
Attualmente sul mercato estero la carota gialla è quotata sui 78 centesimi al produttore, contro l’euro che raggiunge la più nota novella di Ispica IGP bio ed ha una redditività per ettaro leggermente inferiore (circa 36 tonnellate), proprio perché la richiesta del mercato è per un tubero piuttosto corposo che si ottiene diradando le piante in campo.
In Italia – afferma Giadone – la stiamo già vendendo direttamente ai privati, attraverso il nostro portale di e-commerce (www.panierebio.com) che è il secondo più utilizzato nel Belpaese per le produzioni biologiche. Ma il nostro obiettivo è arrivare ai grandi produttori nazionali di IV e V Gamma. Alcune campionature ci sono state richieste dall’azienda Rolli che fa minestroni surgelati e richieste importanti ci stanno arrivando anche da altri Paesi esteri come, ad esempio, la Norvegia, la Germania e la Danimarca”.
Mariangela Latella