Le strategie di Abbi Group in Sardegna. Ripartenza con private label e innovazione

Ampliamento dell’assortimento con più mix di insalate, monoporzioni e ciotole, ma soprattutto una forte spinta in avanti della private label anche con un piano di promozioni quotidiane. Così il Gruppo Abbi della F.lli Ibba, storica azienda di distribuzione sarda, si appresta ad affrontare la cosidetta fase del “new normal”, ossia il post (o quasi) Covid.
Ne parliamo con Stefano Pruneddu (nella foto), responsabile acquisti ortofrutta del Gruppo sardo, in un’intervista esclusiva per Fresh Cut News.
– Com’è andato il 2020, anno di pandemia e di emergenza sanitaria, per il vostro reparto di IV e V Gamma?
“La V gamma ha attutito bene il colpo della pandemia. La categoria delle verdure grigliate ha chiuso l’anno con un positivo d+5% dovuto soprattutto ad un aumento dell’assortimento in linea con una strategia specifica di category management. Anche la categoria delle zuppe pronte, dove lavoriamo principalmente con La Linea Verde, è evoluta molto bene con una crescita del 15%”.
– E la IV Gamma com’è andata?
“Per un’analisi accurata occorre suddividere l’anno per periodi, perché rispetto al resto del Paese, l’andamento del settore dell’isola varia a seconda della stagione. Da noi incide parecchio il consumatore stagionale, i turisti triplicano il numero della popolazione dell’isola nei periodi da maggio a settembre e sono i principali consumatori di questo tipo di prodotto. Oltre naturalmente ai consumatori residenti delle città, dove la vita è più frenetica e si presta maggiormente ad un consumo ready-to-eat rispetto alle aree interne dell’isola”.
– Guardando ai singoli periodi dello scorso anno, cosa emerge dalla vostra analisi sull’andamento di IV Gamma?
“Per quanto riguarda i primi due mesi del 2020 la IV Gamma ha seguito lo stesso trend di crescita degli anni precedenti. Tenga presente che dopo l’arrivo, venti anni fa, del pioniere Bonduelle, il nostro Gruppo dal 2006 è tra i principali promotori della penetrazione nel mercato isolano di questa categoria con un assortimento ricco, variegato e adatto a ogni tipo di consumo. Non a caso il rapporto private label/marca del fornitore da noi è invertito rispetto al mercato nazionale, con un 20/70%. Se diamo invece uno sguardo al trend di mercato 2020, da marzo in poi abbiamo registrato una sofferenza importante di tutto il settore con perdite di circa il 30%. Questo andamento non ha avuto però un peso importante sul fatturato annuale del comparto, che viene realizzato principalmente durante la stagione estiva”.
– E cos’è successo?
“Abbiamo registrato un piccolo calo su giugno e luglio. Agosto in linea e poi un crollo a settembre perché, con il boom di contagi in quel periodo, c’è stato un picco di disdette. In sostanza chiudiamo il 2020 con una perdita di circa il 10-12% nel comparto di quarta e quinta gamma”.
– Come pensate di recuperare questo gap nel 2021. Ci sono progetti su tavolo?
“Pensiamo di riprendere i progetti ai quali avevamo intenzione di lavorare prima dell’avvento del Covid e che, a causa della pandemia, abbiamo dovuto mettere da parte”.
– Di che si tratta?
“Punteremo di più sulla private label, con un obiettivo di crescita previsto per il 2021 di circa 30 punti percentuali e un rapporto tra MDD e marchio del fornitore del 50/50”.
– In che modo?
“Aumentando le referenze e lavorando su un piano di promozioni continue. Vorremmo introdurre più mix di insalate, dato che adesso ne abbiamo solo due; più referenze di baby leaf e soprattutto più ciotole per rispondere alle esigenze di consumo veloce on-the-go dei turisti e, nelle città, dei lavoratori. Per lo stesso motivo, stiamo lavorando per l’inserimento delle mono-porzioni”.
– Come mai il rapporto private label/marca del fornitore è così sbilanciato a favore della seconda?
“Perché in Crai la private label, realizzata da Linea Verde, è arrivata in Sardegna da poco tempo. Come azienda da sempre previlegiamo le produzioni locali per sostenere la filiera e oltretutto per evitare la perdita di shelf life nei viaggi dagli impianti situati in Italia. In questo senso, la nostra MDD sta crescendo di pari passo alle loro produzioni che vengono realizzate su un progetto produttivo speculare a quello di Battipaglia. Mentre per il canale horeca, che serviamo gestendo quattro Cash & Carry, lavoriamo con l’azienda Agroalimenti che ha un accordo commerciale con Bonduelle per la Sardegna”.
– Come evolveranno i progetti di IV e V Gamma, dopo l’accordo con Despar?
“L’accordo appena concluso con Despar ci permetterà di aumentare ancora di più il livello di servizio e di evolvere la quarta e quinta gamma verso mix sempre più innovativi. Il territorio e i fornitori locali con cui da sempre lavoriamo saranno al centro di tutti i nostri progetti”.
– Alla fine, quanti punti vendita arriverete a gestire, dopo l’accordo con Despar?
“Gestiremo una rete di vendita di oltre 350 punti di vendita in parte diretti e in parte di proprietà di imprenditori partner”.
Abbi Group – F.lli Ibba è un’azienda sarda nata nel dopoguerra dall’iniziativa di quattro fratelli dell’omonima famiglia Ibba che avviarono un’attività di commercializzazione di prodotti di prima necessità. Ad oggi il Gruppo è guidato dalla seconda generazione ed è tra i principali operatori della GDO alimentare sarda con una rete di oltre 350 punti vendita in parte diretti e in parte di proprietà di imprenditori partner. Realizza un fatturato nel mercato al consumo di oltre 700 milioni di euro, impegnando una forza lavoro di circa 1.200 collaboratori con un indotto di oltre 2.000 persone.
Mariangela Latella