Gruppo Vega, IV e V Gamma conquistano il consumatore più tradizionale

Positivo il bilancio del reparto di IV e V Gamma del Gruppo Vega, reparto che ha superato l’anno del Covid con un insolito pareggio anche grazie ad una serie di aperture di nuovi negozi, legate al partner  Eurospin, insegna di cui è stato uno dei soci fondatori nel 1994 e per la quale opera come una delle quattro piattaforme operative.
Per gli sviluppi 2021, invece, il gruppo con sede logistica a Mogliano Veneto in provincia di Treviso, punta a cavalcare il trend di gradimento di zuppe pronte e verdure grigliate di V Gamma con un assortimento ancora più ricco.
Ce ne parla, Teodoro Fanelli (nella foto), responsabile buyer ortofrutta della società che opera nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia con una rete di oltre 300 punti vendita e sei insegne, in un’intervista esclusiva per Fresh Cut News.
 
La chiusura 2020 con un sostanziale pareggio di fatturato di IV e V Gamma, è un po’ in controtendenza rispetto all’andamento del settore che ha registrato, per contro, perdite a doppia cifra. Secondo lei come mai?
“In parte ciò è dovuto all’apertura di nuovi negozi prevista nel piano di espansione di Eurospin di cui siamo soci insieme a DAO, Dugan e Migross. In parte perché, per quanto riguarda Vega, rispecchiavamo la dimensione cercata dai consumatori durante la pandemia: con i nostri 600-800 mq di media per pdv rientravamo ampiamente nel concetto di negozio di prossimità che è quello che  è cresciuto durante il lockdown”.
Qual’è l’incidenza, attualmente, della MDD di IV Gamma sul totale del reparto e quali sviluppi avete in mente per il 2021?
“Per le insalate in busta arriviamo all’80% mentre sulle altre referenze come le ciotole o le zuppe viaggiamo intorno al 50%. Da noi la IV Gamma è un mondo che abbiamo iniziato a scoprire da pochi anni per cui per il momento non pensiamo di crescere ulteriormente come MDD. La crescita della private label, per quanto riguarda il reparto di ortofrutta fresca, la concentreremo invece sulle referenze di prima gamma evoluta o confezionata. Qui abbiamo in atto un progetto sulla mela imbustata e pensiamo di svilupparne altri anche su altre referenze. In questa categoria di prodotto, quella della prima gamma evoluta, partiamo da un’incidenza della MDD praticamente inesistente e puntiamo a coprire il più possibile i bisogni del cliente nella sua spesa quotidiana”.
Progetti sulla IV Gamma in generale?
“Per quanto riguarda Vega, non sono previsti ulteriori sviluppi anche perché siamo un’azienda giovane dal punto di vista della MDD. Da pochi anni abbiamo dismesso i panni dei grossisti e abbiamo deciso di sviluppare le nostre insegne. Siamo ancora in una fase di sviluppo embrionale per la IV Gamma anche se è stata una delle prime categorie di prodotto che abbiamo inserito nella nostra MDD. Adesso stiamo guardando ad altre categorie, sempre in funzione di cercare di coprire i bisogni delle famiglie. Non pensiamo di sviluppare prodotti di eccellenza o di nicchia ma non è detto che per noi la PL significhi solo every-day-low-price. Abbiamo anche prodotti IGP, per intenderci. Vogliamo rispondere alle esigenze di una spesa quotidiana”.
Avete individuato delle tendenze o avete avuto flop di prodotto durante questi primi anni di lavoro sulla IV Gamma e, in particolare, nel periodo di emergenza pandemica?
“Un prodotto che non ha funzionato è stato un pack ecosostenibile per le insalate di IV Gamma, prodotto da un nostro fornitore. Non siamo riusciti a venderlo neanche in promozione”.
Perché?
“Penso perché la nostra clientela non segue molto i trend che vanno di moda”.
Ma come? Se avete i negozi sul litorale veneto e friulano? I turisti sono modaioli per definizione…
“Vero, ma il 2020 non è stato un buon anno per il turismo. Tra i trend positivi posso ricordare quello della frutta di IV Gamma sia come macedonie che come estratti ma anche le grigliate di verdure o le zuppe pronte di V Gamma. Peraltro, è anche vero che, negli ultimi anni, i banchi ortofrutta vendono praticamente tutto quello che mettono in esposizione. In particolare, per le grigliate, notiamo un avvicinamento anche da parte della massaia tradizionale che sta apprezzando sempre più il ricettato ready-to-eat da preparare in pochi minuti. Poi c’è da dire che le aziende del settore, negli anni, sono arrivate ad una qualità della materia prima e ad un livello di innovazione elevato, per cui anche i più scettici hanno dovuto ricredersi sulla bontà di questi prodotti che sono sempre più apprezzati”.
Mariangela Latella