Controlli Covid e trattamento imballaggi: si complica esportare in UK

Nuove norme si consolidano nel post Brexit per il trattamento degli imballaggi e dei pallet mentre dal 6 aprile scorso sono entrate in vigore le nuove regole sui controlli Covid destinate ad autotrasportatori e lavoratori stagionali che entrano in Inghilterra.
Nel primo caso, quello degli imballaggi, si parla della nuova normativa che disciplina le movimentazioni di pallet e imballaggi in legno (cosiddetti: WPM). A fine marzo scorso, in occasione dell’assemblea generale di TIMCON, che è l’organo rappresentativo dell’industria dei pallet e degli imballaggi in legno nel Regno Unito e nella Repubblica d’Irlanda, Will Surman, capo dei delegati del programma del DEFRA (il Dipartimento britannico per l’ambiente, l’agroalimentare e gli affari rurali) ha confermato la proroga, a tempo indeterminato, delle misure cosiddette ISPM15 che stabilivano, in fase di transizione verso la Brexit, che i pallet e gli imballaggi di legno per le movimentazioni delle merci verso il Regno Unito, dovevano essere trattati termicamente.
A causa dell’innalzamento medio delle temperature per via del cambio climatico, queste misure potrebbero estendersi anche ai trasporti all’interno dell’UE proprio per eliminare qualsiasi rischio per la salvaguardia delle merci deperibili.

John Dye

“L’investimento del settore per estendere la capacità di trattamento termico – ha detto John Dye, presidente di TIMCON – ci ha portato a prepararci in anticipo su questa eventualità. Eravamo già pronti da inizio 2021 per il caso che i requisiti di conformità fossero estesi anche ad ulteriori destinazioni”.

Intanto dallo scorso 6 aprile sono entrate in vigore le nuove norme di controllo anti-Covid su autotrasportatori, conducenti e lavoratori stagionali che arrivano in Inghilterra. È confermato il tampone obbligatorio entro 48 ore dall’arrivo, mentre chi rimane nel Regno Unito per più di due giorni dovrà sostenere un test anti-Covid ogni tre giorni, già dal terzo giorno.
Il nuovo regime di controlli è stato annunciato dal segretario dei trasporti Grant Schapps, e nasce dall’esigenza di proteggere il Regno Unito dalla diffusione del virus oltre che prevenire l’ingresso di nuove varianti nel Paese.
Secondo gli inglesi, che attendevano queste norme da tempo, il governo si è comunque mosso in ritardo, posto che le nuove regole sono arrivate quasi due mesi dopo che in Francia erano state sollevate per la prima volta preoccupazioni sulla diffusione della variante sudafricana; e oltre tre mesi dopo che i trasportatori che lasciavano il Regno Unito hanno iniziato a essere testati. I camionisti sono comunque considerati una categoria a basso rischio di contagio dato che, dall’inizio della pandemia, ne sono risultati positivi solo lo 0,1%.
Sarah Laouadi, responsabile delle politiche europee presso Logistics UK, ha espresso perplessità su questa stretta dei controlli, affermando che “è di vitale importanza” proteggere il Regno Unito e la sua catena di fornitura che è altamente interconnessa, dalla minaccia di nuove varianti di Covid-19, ma qualsiasi regime di controllo deve essere proporzionato e non discriminare coloro che hanno il compito di garantire le forniture alla Gran Bretagna onde scongiurare il rischio che i consumatori possano rimare sprovvisti di beni e servizi di importazione.
Mariangela Latella