Covid spartiacque nella domanda di IV Gamma. Parola di Ferri, Coop Alleanza 3.0

La ripresa della IV Gamma, in questa prima parte dell’anno, annunciata da Nielsen dall’analisi dati di consumo nel settore retail, è guidata proprio dalle referenze su cui gli operatori, sopraffatti dallo tsunami Covid, avevano smesso di credere. Vale a dire la frutta e le mono referenze di insalata ready-to-eat.
“Dal 15 aprile – ci spiega Giampaolo Ferri, responsabile ortofrutta fresca e IV gamma di Coop Alleanza 3.0 – si registra una forte inversione di tendenza su questo segmento di mercato. Trend che va di pari passo con il ritorno dei consumatori nei negozi. Sono consumatori che però hanno un ridotto potere di acquisto rispetto all’anno scorso a causa della crisi di interi settori della nostra economia. Lo scontrino medio infatti si è ridotto del 25-30% ma, in compenso, è aumentato più del doppio il numero degli scontrini, in ragione della maggiore frequenza di acquisto. Siamo ritornati insomma ad una quasi normalità anche se la pandemia non è ancora finita”.
“Gli acquisti – sottolinea Ferri – non vengono più fatti in una logica di scorta e di accaparramento ma di soddisfazione del fabbisogno quotidiano e soprattutto di ricerca di prodotti di qualità e che abbiano dei contenuti, primo fra tutti la sostenibilità. Questo perché il consumatore post-Covid è molto più consapevole. Non a caso i prodotti premiati in questo periodo, sono quelli premium. Del resto, i momenti di crisi fanno sempre un po’ da spartiacque e segnano una netta linea di discrimine tra ciò che funziona e ciò di cui invece si può fare a meno. Il discrimine accentuato dal Covid è il livello di qualità del prodotto. Non solo come qualità intrinseca ma anche come qualità percepita dal consumatore ad esempio quando ha i plus di sostenibilità o di italianità”.
In questa logica, il reparto di IV Gamma di Coop Alleanza 3.0 si sta attrezzando con nuovi lanci che cavalchino questi trend della domanda. Si parla infatti di nuove referenze di ananas fresh cut a marchio Coop, con materia prima al giusto grado di maturazione e dalle caratteristiche organolettiche premium. Saranno in arrivo sugli scaffali tra un mese e mezzo circa (dopo circa un anno di panel test e prove) e, sul fronte dei marchi dei fornitori, stanno partendo nuovi prodotti in cui si cerca di alzare l’asticella della qualità, ad esempio, proponendo referenze IGP, come ha fatto Bonduelle in questi giorni con il lancio della rucola della Piana del Sele certificata.
“Sono in sofferenza, per contro, gli estratti la cui domanda è proprio ferma – afferma Ferri -, le zuppe, le ciotole e i mix di insalata. In quest’ultimo caso penso che dipenda dal fatto che il consumatore ha imparato a comporli da sé. La sofferenza dei mix, peraltro, è anche una conseguenza dei formati più grandi sulle monoporzioni, a cui si sono convertiti tutti i brand. Perché le monoporzioni sono gli ingredienti con cui poi si vanno a comporre i mix a casa. Al contrario vanno bene le verdure precotte e in genere quelle referenze che aiutano a ridurre il il tempo in cucina, le insalate ai cereali e i burger vegetali. In questo caso però viene premiato molto il fattore gusto e qualità, per cui vince chi li fa meglio”.
La sensibilità del consumatore verso contenuti di prodotto legati all’etica o alla sostenibilità, sta portando, mano a mano, tutti i brand in questa direzione e anche la private label di Coop non rimane indietro.
“Entro l’anno usciremo – dichiara Ferri – con referenze di IV Gamma che puntano sulla sostenibilità. Ma un’altra questione a cui teniamo molto e che abbiamo sottoposto ai nostri fornitori, è anche l’italianità della materia prima. Diciamo che saranno questi i temi della ripresa a fine Covid”.
Mariangela Latella