Le zuppe di Alce Nero in controtendenza. Ecco le novità di IV Gamma

In controtendenza con l’andamento delle zuppe pronte sia nel canale convenzionale che in quello bio, che hanno registrato la perdita di importanti quote di mercato durante la pandemia, Alce Nero Fresco, braccio ortofrutticolo del marchio leader di mercato nel biologico, vede per questa categoria di prodotto una crescita a doppia cifra. E rilancia, proponendo da pochi giorni una nuova referenza per l’estate: il minestrone estivo con verdure e riso integrale.
“Le zuppe pronte bio, al 25 aprile scorso, hanno registrato un calo del 14% a valore e del 13% a volume – afferma Paola Munforte, product manager di Alce Nero Fresco -, la nostra linea di zuppe pronte è invece cresciuta del 19% a valore e del 16,2% in volume. Questo andamento è derivato dal fatto che abbiamo sempre continuato a distribuire, perché la domanda non è mai diminuita. Nella categoria fresco, anzi, le zuppe pronte, per il momento, sono il prodotto che maggiormente identifica il nostro brand. I prezzi, per via delle tante promozioni, hanno subìto una leggera contrazione, pari all’1,4% portando le quotazioni a scaffale da 6 euro al chilo a 5,92”.
Alce Nero Fresco ha grandi progetti in fase di lancio e di sviluppo. Il primo riguarda un’inedita linea di erbe officinali bio, partite lo scorso maggio. Si tratta di una grande novità di IV Gamma perché non sono i classici aromi in vaschetta da lavare (I gamma evoluta) ma quattro referenze di erbe già tritate e semi-seccate, con trattamento non termico, proposte in vaschette da 25 grammi.
“Per il momento – precisa Munforte – siamo partiti con quattro referenze: prezzemolo, basilico, rosmarino e salvia. Sono prodotti che vengono coltivati e trasformati da un’azienda campana che, per il bio, lavora esclusivamente con noi e che sta brevettando questo innovativo metodo di essiccazione a freddo”.
Vanno avanti le insalate arricchite con olive denocciolate, pomodorini e carote julienne, in confezione di carta erba lanciate lo scorso aprile. Due referenze, una croccante con pan di zucchero, radicchio rosso, indivia riccia, ed una tenera con lattughino verde e rosso.
“Abbiamo richiesto da poco – chiosa Munforte – la certificazione di ‘prodotto compostabile’ richiesta dalla nuova normativa sul riciclo entrata in vigore da poco. Fino a quando non la otterremo, ci vorranno circa sei mesi, non possiamo dichiarare queste vaschette compostabili e dovranno essere quindi, per ora, smaltite nella carta”.
Mariangela Latella