Insalate a residuo zero in idroponica, le sperimentazioni dell’azienda Spazzini

La sperimentazione di nuove tecniche in agricoltura per una migliore sostenibilità ambientale e una resa superiore della produzione in termini quali-quantitativi è uno degli obiettivi che gli associati dell’OP mantovana Verde Intesa si pongono.

Diego Spazzini (49 anni), titolare assieme al fratello Fabio (44 anni) dell’omonima azienda agricola crede e investe nella coltivazione con il sistema idroponico in floating system. Siamo a Rebecco, in provincia di Mantova, una zona vocata per la coltivazione dell’insalata, sia a pieno campo che in serra.

La coltivazione idroponica in floating system

La tecnica idroponica del floating system si basa sul principio di coltivare piante fuori dal terreno, nell’acqua, arricchita di soluzioni nutritive. Floating – si traduce dall’inglese in “galleggiante” – è la sistemazione di pannelli di polistirolo (dove vengono poste le piante di insalata) che galleggiano sull’acqua. Le radici delle verdure si nutrono delle sostanze contenute nel liquido arricchito.


L’azienda Spazzini e i nuovi metodi di coltivare insalata

L’azienda associata all’OP Verde Intesa è dotata di serre convenzionali e di quelle sperimentali per la coltivazione in floating: 60 ettari tra campi e serre. Diego Spazzini, perito agrario con una specializzazione in tecnologie innovative, ha una grande conoscenza del settore idroponico ed è tra i primi a sperimentare nel Nord Italia la coltivazione di insalata in floating system al coperto.

“Un paio di anni fa io e mio fratello Fabio abbiamo iniziato questa sperimentazione nel coltivare l’insalata in floating su pannelli galleggianti all’interno delle serre. Siamo partiti bene, poi abbiamo superato alcune difficoltà tecniche dovute anche al fattore climatico, per quello usiamo la lavorazione in serra, cercando di assicurare una stabilità climatica. I risultati sono soddisfacenti e le sperimentazioni nella lavorazione dell’insalata “idroponica” vanno avanti. Stiamo valutando la possibilità di ampliare almeno di un paio di ettari la coltivazione in floating”.

Al momento viene utilizzata una vasca di 400 metri quadrati contenente 120 mila metri di soluzione nutritiva (acqua, sali minerali, macro e micro elementi tutti diluiti nell’acqua). La soluzione nutritiva va integrata ogni ciclo di lavorazione, quel tanto di cui le piante necessitano. Con questo metodo non c’è spreco di materiale organico, né dispersione energetica. Si riescono a ottenere dieci cicli di produzione in un anno, con la possibilità di giungere anche a 11 cicli. L’insalata cresce in condizioni chimico-fisiche ottimali, al punto di essere pronta per la vendita in meno di un mese.

La scelta innovativa dell’azienda Spazzini

Diego e Fabio Spazzini da sempre hanno creduto nell’innovazione tecnologica in orticultura, andando oltre alla coltivazione convenzionale dell’insalata e puntando sull’idroponico. “Ci siamo cimentati con successo – dichiarano i fratelli Spazzini – anche nella coltivazione in acqua di bieta costa, diverse tipologie di insalata (ora coltivano la varietà “gentile”), sedano, prezzemolo ed altri prodotti a foglia”.

“L’idea di partire con il sistema floating – sottolinea Diego Spazzini – è stata quasi casuale. Io avevo studiato e valutato queste tecniche che mi affascinavano. Parlando con dei tecnici io e mio fratello ci siamo detti: proviamo! Anche perché i produttori di insalata stanno sempre più difficoltà di coltivazione: il caldo e il clima impazzito, il maltempo, le reti antigrandine, le malattie nuove e sconosciute. Nei campi ci sono sempre ulteriori problemi. Proviamo questa strada rispettosa anche dell’ambiente. Ci piace e stiamo avendo delle belle soddisfazioni”.

I vantaggi per il produttore e il consumatore

“I vantaggi per il consumatore sono molteplici – conclude Diego Spazzini – mangia un prodotto di alta qualità con residuo zero. La soluzione nutritiva infatti utilizza solo prodotti biologici e viene sciolta semplicemente in vasca. Un ulteriore vantaggio è costituito dal notevole risparmio idrico rispetto alla coltivazione a pieno campo”.

In conclusione, gli investimenti per un’agricoltura tecnologicamente avanzata in questi ultimi anni hanno avuto un forte incremento e Verde Intesa è fortemente impegnata in questa direzione per fornire un prodotto qualitativamente superiore al mercato, inteso come Grande distribuzione e consumatore, e garantire, nello stesso tempo, maggiori soddisfazioni alla propria base associativa.