Il Montagna pensiero dall’altra parte dell’Atlantico. Intervista esclusiva

Con l’ingresso di Andrea Montagna (nella foto) in Bonduelle US Fresh nel ruolo di amministratore delegato, l’Italia della IV Gamma porta a casa l’orgoglio di un binomio atlantico tricolore dal momento che sono proprio due manager del Belpaese, Andrea Montagna e Gianfranco D’Amico, a guidare le filiali più importanti della multinazionale francese, Bonduelle US Fresh e Bonduelle Europe.
Ne parliamo direttamente con Montagna, che abbiamo raggiunto telefonicamente a Los Angeles, fuso orario permettendo, per un’intervista esclusiva per Fresh Cut News.
– Innanzitutto congratulazioni per la sua recente nomina. È arrivata all’improvviso oppure è stata il frutto di un certo periodo di valutazioni?
“Se ne parlava da un po’”.
– Quali sono i motivi alla base della sua nomina?
“Sono stato chiamato per portare tutto quello che di buono è stato fatto in Bonduelle Italia, anche negli Stati Uniti”.
– A cosa si riferisce in particolare?
“All’approccio sostanziale che Bonduelle ha nei confronti del tema della sostenibilità. La filiale italiana, ad esempio, è quella con il processo di certificazione BCorp! in stato più avanzato rispetto a quelle degli altri Paesi in cui è presente il Gruppo. L’obiettivo italiano è riuscire ad ottenerla entro il 2022 mentre la casa madre di Bonduelle punta alla certificazione BCorp! di tutte le sue filiali nel mondo, entro il 2025”.
– Volendo essere maliziosi, la sua nomina sembrerebbe anche una operazione di forte presa di distanza del Gruppo dai gravi problemi di food safety registrati in USA nel settore di IV Gamma. Mi riferisco alle ripetute epidemie di E.Coli. Aggiungerei che, a parte l’italiana Cultiva North America, tutti i produttori del fresh cut d’Oltreoceano, producono ancora a campo aperto. Insomma, negli US c’è molto da fare.
“Non la vedrei così. In questa nomina vedo un omaggio al know how e alla managerialità italiani. In particolare al team italiano di Bonduelle che ha lavorato bene sulla valorizzazione delle professionalità, sulla capacità di fare squadra, sulle tecnologie per realizzate i propri valori e sul mercato. La IV Gamma statunitense guarda a quella italiana con spirito di emulazione pur essendo un mercato molto più grande”.
– Portare know how italiano negli USA significa che anche i produttori di Bonduelle US Fresh inizieranno a produrre in serra e non più a campo aperto?
“Guardi, sono arrivato da una settimana. Sono al lavoro da mercoledì scorso ed ho un progetto di permanenza a lungo termine. Sto iniziando a lavorare adesso sui nostri quattro poli produttivi, uno ad Irwindale (nella contea di Los Angeles), due nel New Jersey e uno in Georgia. Diciamo che il progetto delle colture protette non è escluso, per il futuro, ma è ancora tanto presto per parlarne”.
– Con la sua partenza è cambiato anche il board, prima guidato da lei, di UIF – IV Gamma. Lei ha partecipato alla nomina del nuovo presidente, Andrea Battagliola?
“Si”.
– È una nomina che deriva dalla necessità di garantire una sorta di continuità politica dell’Unione, ad esempio, sulla riforma della IV Gamma e sul dialogo istituzionale ad esso collegato o, ancora, sui contratti di filiera?
“Guardi, il nuovo presidente è stato nominato innanzitutto perché alla guida di La Linea Verde che, dopo Bonduelle, è il secondo operatore italiano per volumi di prodotto commercializzato. In secondo luogo, Andrea Battagliola, che ha lavorato in Italia e Spagna e conosce bene il mercato europeo, ha tutte le carte in regola per essere un ottimo presidente di UIF – IV Gamma”.
– Fa piacere constatare che due Italiani, lei e Gianfranco D’Amico, siano alla guida delle due filiali più importanti di Bonduelle, ossia Europa e Stati Uniti. Due italiani su entrambe le sponde dell’Atlantico. 
“È senza dubbio un motivo di orgoglio per il nostro Paese e per il team di Bonduelle Italia che ha saputo esprimere managerialità di livello globale”.
– Nel settore statunitense di IV Gamma vi sono, oltre a lei, altri due grandi player 100% made in Italy. Mi riferisco a Turatti, per quando riguarda l’industria dei macchinari, e Boscolo per le produzioni di IV Gamma in serra per Taylor Farms. 
“Questo dimostra ancora una volta che i manager italiani sono apprezzati nel mondo per le loro doti di flessibilità, adattabilità e capacità di fare squadra”.
Mariangela Latella