A Ostellato è nata la partnership tra H2Orto e Rijk Zwaan

Rijk Zwaan, CGT partner del progetto (ossia partner che contribuisce alla crescita, contributor to growth)  della più grande serra d’Italia in ferro-vetro dedicata alla coltivazione idroponica di ortaggi, realizzata da H2Orto a Ostellato (Ferrara), punta anche ad un’iniziativa di co-branding con la prima serra hi-tech italiana per dimensioni e uso di innovazioni colturali, e potrebbe anche entrare nel mercato delle energie rinnovabili derivate da biomasse.
Ne parliamo con Jan Doldersum (nella foto), manager chain & retail che abbiamo incontrato a Ostellato durante l’inaugurazione del terzo impianto di H2Orto del gruppo Fri-El, specializzato appunto in energie rinnovabili.
“Siamo molto interessati a questo progetto – ci ha detto Doldersum – anche perché si tratta di un tipo di serra molto innovativa in Italia dove le serre esistenti sono in plastica. Qui invece l’infrastruttura è in ferro-vetro e occupa molti ettari di spazio coltivati in idroponica. Un progetto interessante”.
– Avete in mente di testare qui nuove varietà legate alle particolari condizioni climatiche di questo territorio?
“Abbiamo già sviluppato nuove varietà per le serre hi-tech delle regioni del nord-ovest europeo, che hanno condizioni climatiche particolari. Con l’avvio di questo progetto abbiamo molte varietà e prospettive di crescita nella lunga stagionalità della produzione del pomodoro”.
– Quali cultivar si prestano meglio a queste condizioni pedo-climatiche?
“La più diffusa è una varietà cocktail denominata Brioso. Ma produciamo anche pomodorini cherry e, in genere, abbiamo una gamma molto ampia. Il vantaggio di lavorare nel Sud Europa è che possiamo testare varietà diverse da quelle che si fanno in Olanda. In questo senso, stiamo crescendo sulle serre in ferro-vetro del Sud-Ovest europeo che, grazie al clima favorevole, ci permettono di usare anche meno input”.
– Che tipo di collaborazione pensate di mettere in campo con H2Orto?
“Contribuiamo con le nostre varietà e ne sviluppiamo di nuove grazie alle condizioni climatiche. Stiamo valutando progetti di co-branding. Probabilmente li faremo sul peperone Sweet Palermo, una varietà dolce e molto saporita, per la quale siamo aperti anche alla ricerca di nuovi partner in Italia. Attualmente, la maggior parte del nostro Sweet Palermo viene prodotto nelle serre spagnole nella stagione invernale, ma abbiamo interesse ad estenderci ad altri Paesi, quali l’Italia, dove cerchiamo partner per sviluppare prodotti per il mercato italiano usando un modello di business denominato, appunto, local-for- local”.
– Perché avete deciso di spingere in Italia sulla produzione del peperone Sweet Palermo?
“Il vostro tipico peperone è il Black Lamuyo che è una varietà californiana. Pensiamo che ci sia spazio, nel mercato italiano, per varietà più saporite, dall’elevato grado brix e quindi più dolci”.
– Avete una data per questo co-branding?
“Da dicembre. Abbiamo organizzato un evento per il primo del mese in cui presenteremo la produzione italiana che sarà già pronta”.
– Poiché Riijk Zwaan come breeder opera sui test varietali, è verosimile che abbia surplus vegetali inutilizzati. Pensa possiate essere coinvolti, in futuro, in progetti di produzione di energie verdi derivanti da biomasse come quelle di cui si occupa il gruppo Fri-El, casa madre del progetto di H2Orto?
“Buona domanda. Penso di sì”.
Mariangela Latella