Cultiva tra presente e futuro: fatturato in crescita, nuovi progetti

Fresh Cut News ha realizzato un’intervista a tutto tondo con Massimo Bragotto, general manager Cultiva, per tirare le somme dell’anno da poco concluso, saperne di più su progetti e strategie aziendali, capire come vengono affrontati i nodi cruciali per la IV Gamma.

– Bragotto, che anno si lascia alle spalle Cultiva?
“Il 2021 è stato un anno di svolta sia in Italia che nelle sedi estere, Regno Unito e Stati Uniti. Si è partiti dall’organizzazione, che ha visto l’ingresso di nuovi professionisti in area commerciale Italia ed estero, in area marketing, nelle operations. In generale, l’azienda ha investito in modo importante a molti livelli: di personale, di processi, nelle dotazioni ed è stato rivoluzionato l’approccio alla valorizzazione della materia prima IV Gamma: turni, flussi, relazioni con il personale industriale, nuovi macchinari. Inoltre, sono stati stretti nuovi rapporti in ambito di prima gamma sia in Italia che in Europa. Ancora, si sta lavorando a pieno regime con la nostra filiale commerciale in Uk che, pur avendo un occhio di riguardo per il mercato inglese, core business europeo per Cultiva, sta divenendo sempre più centrale per lo sviluppo del business in tutta Europa, dai Paesi Nordici a quelli Baltici, dall’Austria all’Est Europeo”.

– E da pochi mesi c’è un nuovo marchio…
“A livello nazionale è stato lanciato il brand Cultiva che abbraccia tutte le referenze sia di quarta che di prima gamma confezionata in sostituzione al brand Valfrutta, dopo più di un decennio di collaborazione commerciale”.

– In termini economici com’è andata?
“Abbiamo raggiunto un fatturato intorno ai 20 milioni di euro che diventa più del doppio se lo sommiamo al business americano. Sembra quasi impossibile ma siamo riusciti a fare tutto ciò in meno di un anno. E per questo, devo ringraziare un team di persone motivate e dinamiche che hanno saputo cogliere il cambiamento rendendo reali questi risultati”.

– Quali sono le aspettative per il 2022 e i progetti di breve-medio termine?
“Vediamo la chiusura del fatturato 2021 come un punto d’inizio. La profonda riorganizzazione ha ambiziosi obiettivi: raddoppio del fatturato global in cinque anni e, contestualmente, sviluppo del progetto Cultiva CN5 – carbon neutral sempre nel quinquennio. Come molti sanno, Cultiva è una Organizzazione Produttori (Op) e la filiera agricola è la base di ogni iniziativa e progetto. Già nel 2021 si è arricchita di nuovi soci, mentre sono state potenziate le relazioni e il rapporto di trasparenza con quelli storici. In termini di superfici gestiamo oltre 700 ettari di cui il 25% di colture biologiche, area su cui Cultiva punta e si sente particolarmente vocata tanto che in ambito IV gamma il nostro venduto è il doppio, in termini di incidenza sul totale consegnato, rispetto alla media nazionale. In futuro Cultiva continuerà ad arricchire la filiera agricola con progetti e innovazioni rilevanti ed esclusive in campo che abbracciano un’agricoltura sempre più tecnologica e sostenibile ma con una forte expertise dei nostri agronomi che viene dalla tradizione”.

– E in ambito commerciale?
Vogliamo essere sempre più credibili come copacker per le catene della grande distribuzione, in Italia e in Europa, oltre a consolidare il nostro brand Cultiva quale “vivaio” per l’innovazione che ci prestiamo a lanciare, anche grazie agli stimoli che arrivano dall’enorme mercato americano; qui siamo fortemente presenti con Cultiva Farms in società con Taylor Farms, il colosso di IV Gamma americano che conta quasi cinque miliardi di giro d’affari.

– I numeri della pandemia sono tornati a livelli di guardia, con ripercussioni sui consumi e sull’attività dell’horeca…
“La fine del 2021 e l’inizio del 2022 sono stati critici, per noi come per tutti, sia per l’aumento dei casi di Covid che hanno stressato ulteriormente una supply chain tesissima, sia per lo scarseggiare della materia prima a causa della situazione climatica. A livello di materia prima, però, siamo ritornati a regime e tutto sommato forse abbiamo sofferto meno di altre realtà grazie alla importante filiera agricola che compone l’Op. Parlando di Covid, stiamo gestendo il momento con ogni mezzo a disposizione: abbiamo incentivato lo smart working, evitiamo riunioni in spazi chiusi privilegiando le call e facciamo seguire le norme preventive in modo scrupoloso. Speriamo di lasciarci alle spalle presto questo momentaccio.

Qui sopra e nelle altre foto di Cultiva, serre gestite dall’azienda

– E sul boom dei costi delle materie prime, prova del nove per i rapporti di filiera, come la vede Cultiva?
“Non sono esplosi solo i costi delle materie prime, ma anche quelli energetici e logistici, sia esterni che diretti. In particolare se parliamo di IV gamma, che vale il 50% del business Cultiva, energia e logistica hanno fatto impennare i costi di produzione. Nel mercato della IV gamma i listini di vendita sono da anni invariati; finora si erano cercate ottimizzazioni interne e/o l’aumento della massa di margine ricorrendo ad aumenti di fatturato per contenere l’incremento dei costi. Ad oggi questi “aggiustamenti”, dati gli eccezionali aumenti, non bastano più. Devo dire che la grande distribuzione si è resa disponibile a dialogare e valutare in modo aperto e trasparente la difficoltà delle industrie. Dovremo essere bravi noi, lato industria, e i partner lato servizi e distribuzione a saper distinguere le reali esigenze dalle azioni speculative. È una fase delicata e a mio avviso, come spesso succede in momenti difficili, le persone e le aziende serie e trasparenti possono crescere in termini di relazioni consolidando buone partnership; sarà necessario scegliere bene con chi operare continuando a cercare ottimizzazioni e riduzioni di spechi, azioni finora non sempre applicate”.

– Non tutto il male vien per nuocere, insomma…
“Direi che cresceranno e si svilupperanno solo le persone e le aziende che saranno in grado di operare diversamente, con più competenza, serietà, organizzazione e un po’ di coraggio”.

Mirko Aldinucci
mirko.aldinucci@freshcutnews.it