Export di materia prima ok per Cultiva, impennata del biologico

Cultiva tira le somme dell’anno che si sta per concludere: “E’ tempo di consuntivi e quello delle esportazioni di materia prima per la IV Gamma ha un bilancio decisamente positivo”, afferma  Massimo Bragotto, general manager dell’OP. “Nonostante la complessa situazione geo-politica attuale e l’andamento climatico estivo anomalo, con assenza di piogge e temperature medie molto elevate, Cultiva ha registrato incrementi importanti nel mercato europeo della materia prima”.

“Essere una OP e quindi avere la propria produzione, è stato l’elemento decisivo per il successo delle esportazioni anche in questa annata così particolare” ribadisce il presidente Giancarlo Boscolo Sesillo. “I principali processor in Inghilterra, Francia, Olanda, Svizzera e Svezia hanno in Cultiva, sin dagli anni ’90, un fornitore affidabile e puntuale e ci hanno rinnovato la loro fiducia anche quest’anno. E, oltre a quegli storici mercati, nel 2022 grazie al lavoro di un team internazionale con basi in Italia e UK si sono aperte nuove opportunità anche in Germania, Grecia, Spagna e nell’Est Europa”.

Tra i  Paesi, le migliori performance sono state quelle di Svizzera con + 50% e Olanda + 32%. Il Regno Unito, che è il mercato principale e consolidato da anni, ha fatto registrare comunque una crescita importante. Il core business rimangono ancora le insalate da agricoltura convenzionale, ma quelle bio hanno registrato un’impennata, avvicinandosi al 30% del totale fatturato export, in particolar modo grazie alla richiesta di Paesi come la Svizzera, dove ormai si esporta quasi esclusivamente materia prima da agricoltura biologica.

A livello di gradimento, all’estero la rucola è sempre la materia prima per la trasformazione in IV Gamma più richiesta e rappresenta quasi il 40% del volume d’affari (convenzionale + bio) ma grazie al know-how delle aziende agricole associate alla OP Cultiva, sono cresciute con successo sul 2021 anche lattughino rosso (+ 30%), valeriana (+11% – di cui quella BIO ha avuto un incremento del 50%) e spinacino (+10%).

Conclude Bragotto: “Anche in Italia stanno aumentando le collaborazioni con aziende di primaria importanza, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di Biologico low residue e di tutte quelle materie prime che necessitano di particolari attenzioni agronomiche. Abbiamo inoltre già dati positivi che arrivano dai programmi invernali: dal mese di ottobre infatti, registriamo aumenti, rispetto al 2021, superiori al 15%”.

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