Gorillas dice addio all’Italia (e non solo)

Suona come un addio al mercato italiano quello contenuto nel comunicato stampa diramato lunedì 4 luglio da Gorillas: “Come annunciato lo scorso 24 maggio, abbiamo deciso di focalizzarci su Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Stati Uniti (New York City) al fine di rafforzare la crescita nei mercati chiave da cui deriva la maggior parte dei ricavi (90%). Per quanto riguarda la nostra presenza in Italia, abbiamo valutato e stiamo tuttora valutando attentamente diverse alternative strategiche e finanziarie, come la cessione d’azienda o l’ingresso di nuovi investitori. Tuttavia ad oggi nessuna trattativa si è conclusa positivamente e non esistono al momento negoziazioni a un livello di concretezza tale da far ipotizzare un buon esito. Abbiamo pertanto deciso di avviare un graduale processo di chiusura dell’attività in Italia”.

Gorillas ha già chiuso tre magazzini nelle città di Milano, Roma e Bergamo, mentre gli altri saranno abbandonati nelle prossime settimane. “Fino ad allora, e fino ad esaurimento scorte, continueremo a garantire il servizio di spesa a domicilio ai nostri clienti”, sottolinea l’azienda.

“Questa decisione ha importanti implicazioni per il nostro team italiano, che è già stato informato dei nostri piani per il mercato, e rispetto al quale abbiamo avviato le procedure previste da legge e contratti collettivi di consultazione sindacale, propedeutiche al licenziamento dell’intera forza lavoro”. Oltre 500 le persone destinate al licenziamento.

“Dopo più di un anno di attività, è stata una decisione molto difficile da prendere – prosegue la nota stampa – tanto per il nostro team in Italia quanto per l’intera famiglia Gorillas. Abbiamo avuto il piacere di accogliere nella nostra community persone di talento e meritevoli, che ringraziamo sinceramente e ai quali auguriamo il meglio per il proprio futuro”.

Ma Gorillas si appresta a salutare anche altri Paesi: sei magazzini belgi, noti anche come dark store – due ad Anversa e quattro a Bruxelles – sono stati chiusi il 25 giugno e i media locali riferiscono che sono state licenziate più di 200 persone. Oltre a Italia e Belgio, ci si aspetta che l’azienda berlinese abbandoni anche Danimarca e Spagna.

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