Cibo sintetico verso il via libera negli USA. Lollobrigida e “professionali”: mai in Italia

Negli Stati Uniti si avvicina il via libera alla ‘carne’ in provetta: la Food and Drug Administration ha annunciato l’approvazione di un prodotto a base di carne ottenuto da cellule animali proposto dalla Upside Foods, un’azienda che produce ‘pollo’ sintetico, raccogliendo cellule da animali vivi che vengono moltiplicate in un bioreattore.

La decisione della Food and Drug Administration, la prima per le cosiddette carni coltivate, significa che il pollo cresciuto nei laboratori dell’azienda Upside Foods, con sede in California, è considerato sicuro da mangiare, sebbene siano necessarie ulteriori approvazioni prima che i prodotti possano essere venduti negli Stati Uniti. Ora l’azienda avrà bisogno di una ispezione sia della carne prodotta, sia dello stabilimento di produzione da parte del Servizio di sicurezza alimentare del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, poiché questo prodotto si avvicina all’ingresso nel mercato statunitense.

La FDA, nella nota del 16 novembre 2022, “incoraggia” altre aziende a sviluppare alimenti e processi di produzione di cellule animali coltivate, per garantire che il loro cibo sia sicuro e legale.

Per Coldiretti e Filiera Italia, il via libera negli Stati Unti potrebbe aprire la strada ai “cibi sintetici” nell’Unione Europea, dove già ad inizio 2023 potrebbero essere introdotte le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue.

“Garantisco che finché saremo al governo sulle tavole degli italiani non arriveranno cibi creati in laboratorio” ha detto Francesco Lollobrigida, ministro dell’agricoltura, rispondendo ad una question time che si è svolta nel pomeriggio di giovedì al Senato. “Desidero sgomberare il campo da qualsiasi equivoco: il governo è contrario a cibo sintetico e artificiale e ha intenzione di contrastare in ogni sede questo tipo di produzioni”.

Per Lollobrigida “il cibo sintetico rappresenta un mezzo pericoloso per distruggere ogni legame del cibo con la produzione agricola, con i diversi territori, cancellando ogni distinzione culturale, spesso millenaria, nell’alimentazione umana e proponendo un’unica dieta omologata, con gravissime ricadute sociali sui piccoli agricoltori”.

Immediata la reazione anche delle organizzazioni agricole italiane, tutte contrarie, senza se e senza ma, al cibo sintetico.

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