Packaging: lacca che assorbe l’etilene sul mercato dal 2019

Sarà lanciato sul mercato nel primo trimestre del 2019, il nuovo film sviluppato dalla SAES Coated Films, del Gruppo SAES con sede a Lainate nel milanese, destinato ai packaging per ortofrutta fresca ed attualmente testato anche su confezioni di IV Gamma.

L’innovazione tecnologica si basa su una lacca applicata alla pellicola che è in grado di assorbire l’etilene sprigionato nel procedimento di maturazione.

Il prototipo, presentato nel settembre 2017, è stato ottenuto dopo una ricerca condotta nei laboratori interni dell’azienda e iniziata nel 2015, che ha comportato un investimento superiore ai 500 mila euro.

“L’obiettivo – ci ha spiegato Stefano Tominetti, managing director di SAES Coated Film (nella foto accanto) – è quello di riuscire ad estendere la shelf-life sia dei prodotti di prima gamma come i pomodori sia delle macedonie e dei mix di vegetali di IV Gamma. Per le macedonie l’obiettivo è quello di raddoppiarla passando dagli attuali 3 giorni a cinque. Per i vegetali, pensiamo di potere arrivare anche a sette giorni con un incremento della shelf-life del 50%”.

Poiché i fattori che determinano il deperimento dell’ortofrutta sono molteplici, non solo il rilascio di etilene ma ad esempio anche l’umidità che comporta la generazione di muffe o il rilascio di ossigeno, SAES Coated Films sta testando il prototipo in un progetto complesso che coinvolge anche un importante consorzio emiliano-romagnolo di frutta di IV Gamma ed un packer lombardo.

“Cerchiamo di mettere insieme la filiera – sottolinea Tominetti – proponendo qualcosa che generi valore. I test in corso prendono in considerazione che l’emissione di etilene, e quindi la quantità di lacca da applicare alla pellicola, varia da prodotto a prodotto. Stiamo inoltre cercando di abbinare questa tecnologia alle altre che intervengono su tutti i possibili processi di deperimento, come ad esempio i trattamenti anti-fog. Poiché il packaging è compostabile, inoltre, aiuta nella gestione dell’invenduto nella fase dello smaltimento”.

Mariangela Latella