IV Gamma sui social: una formidabile leva di marketing

Social network + convenience food è un binomio di marketing vincente. Il mondo interattivo del web ha dimostrato di essere, nel settore della IV Gamma, uno strumento capace di incrementare il fatturato su singole referenze, fino al 30%, oltre che una modalità innovativa per le aziende di comunicare direttamente con il loro target di riferimento: persone orientate alle novità, abituali utilizzatori di pc, lavoratori a corto di tempo o anche giovani che vanno sui social per informarsi.

Su questa china, non stupisce il recente lancio da parte di Bonduelle Italia – che spende il 20% del budget Adv nella comunicazione digitale – della nuova pagina Instagram (@bonduelle_it), dedicata alla comunicazione con i più giovani dal momento che questo social imperversa tra gli under 30.

Né può stupire la costante caccia ai follower da parte di tutti i player del Fresh Cut. L’ultimo comunicato de La Line Verde di qualche giorno fa annunciava trionfante il superamento della soglia di 100mila like sulla pagina Facebook del brand DimmidiSì. Un modo innovativo per proporre un prodotto tecnico non solo ai buyer della distribuzione, ma direttamente ai consumatori.

“Con i social – spiega Massimiliano Ceccarini, development manager di SIPO – facciamo sia comunicazione B2B che rivolta ai consumatori anche attraverso forum interattivi. E i risultati si vedono anche sul fronte delle vendite. Per fare un esempio, la campagna su una referenza di funghi lanciata tra febbraio e marzo su Facebook in abbinata ad un concorso a premi, ci ha permesso di incrementare le vendite per quel prodotto, senza tagli sui prezzi, del 28%”.
Il social network più usato da SIPO è Facebook dove ha una pagina con 2.500 like ma l’obiettivo è arrivare a 10mila in tre anni. “Oltre a questo – continua Ceccarini – sulla nostra pagina web abbiamo un forum interattivo dove le mamme ed in genere i nostri clienti, possono interfacciarsi con una nutrizionista ed una vegan chef sui prodotti, ricette, valori nutrizionali, ecc.”.

Secondo uno studio condotto da Bonduelle su scala internazionale e uscito un paio di settimane fa, si registra ancora una sorta di sottoutilizzo (solo il 20%), da parte delle aziende, dei dati condivisi dai consumatori sulle pagine social delle aziende. Il restante 80% di informazioni di solito viene sprecata o persa.

“I dati giusti – ha spiegato Davide Llanes, responsabile del settore Business Intelligence, Crisis Management e Communication di Bonduelle – sono il fondamento su cui costruire un brand. Attraverso le piattaforme social si può, infatti, personalizzare l’esperienza di acquisto, ad esempio, segmentare e targetizzare i consumatori per gruppi, conquistare nuovi consumatori, sviluppare prodotti, ecc. Tweet di consenso, oppure commenti negativi su facebook tutto può servire per ottenere informazioni cruciali per il processo decisionale dell’azienda”.

Più orientato alla comunicazione istituzionale B2B il Gruppo Rago che realizza la gran parte del suo fatturato attraverso il canale della private label e registra una crescente espansione sull’export. “Dal 2019 – ci anticipa Francesco Padovano, social media manager del gruppo salernitano – investiremo maggiormente sui nostri brand ed i social saranno uno strumento determinante a supporto delle campagne adv che inizieranno sul territorio per poi proseguire in tutto il Paese”.

Spinge molto sulla comunicazione social anche Fresco Senso, il brand del Consorzio Agribologna dedicato a F&V di IV Gamma. “Siamo presenti su Facebook dal 2013 – fa sapere l’azienda – e di recente abbiamo esteso la nostra attività social anche a Instagram, YouTube e LinkedIn, dove abbiamo una pagina vetrina di Agribologna. La scelta di investire maggiormente sui social è stata dettata dalla possibilità di intercettare meglio e miratamente il nostro target senza dovere sostenere i costi dell’adv tradizionale. Secondo le nostre statistiche, Instagram è il social più in linea con questo obiettivo anche se, dal 2013 al 2016, l’incremento della visibilità del marchio Fresco Senso del 30%, è riconducibile alle campagne di comunicazione intraprese su Facebook”.

Mariangela Latella