E’ partita la rivoluzione delle etichette intelligenti

Arrivano in Italia le etichette intelligenti. Aggiornano il prezzo sul display a scaffale, in base ad una serie di variabili quali la data di scadenza, ad esempio, la disponibilità del prodotto o l’andamento delle quotazioni di mercato. Permetteranno di ridurre gli sprechi e di aumentare le marginalità per ogni prodotto.

Le etichette intelligenti, nascono dal brevetto della startup israeliana Wasteless che le sta testando, dallo scorso 19 marzo, nel centro commerciale Iper di Milano Portello nel quadro del programma di accelerazione tecnologica FoodTech Accelerator, coordinato da Officine Innovazione di Deloitte, in collaborazione con Amadori, Cereal Docks e Gruppo Finiper insieme ad una serie di investitori quali Innogest, Digital Magics, IAG (Italian Angels for Growth) e alcuni media & community partner come Seeds&Chips e Federalimentare Giovani.

“Dentro il centro commerciale Iper di Milano Portello – ci spiega Marco Perrone, senior manager di Deloitte Officine Innovazione (nella foto) – abbiamo installato, dallo scorso 22 gennaio, un vero e proprio hub dell’innovazione. Quattrocento mq di incubatore in cui operano le sette start up selezionate (due israeliane, due USA e tre italiane) tra quelle in concorso provenienti da 41 Paesi. Wasteless, in particolare, ha creato una piattaforma di gestione del prezzo dinamico creando delle etichette che modificano il prezzo in base ad alcune variabili che vengono caricate sul database posizionato in store”.

Attraverso l’elaborazione di informazioni quali la data di scadenza, ad esempio o la disponibilità di prodotto in magazzino o ancora l’andamento delle quotazioni del mercato in quello stesso punto vendita, il display digitale aggiornerà il prezzo riducendolo, ad esempio, all’avvicinarsi della data di scadenza.

“Il display – continua Perrone – ha una parte fissa con l’indicazione del prodotto e del prezzo iniziale a scaffale. Ed una variabile, accanto, con la modifica dell’importo in base all’elaborazione delle variabili. Con questa innovazione, possiamo anche studiare il comportamento dei consumatori. Oggi, a parità di prezzo, tendono ad acquistare prodotti con la scadenza più lunga aumentando quindi il rischio di spreco per quelli, a scaffale, che stanno per scadere. Per questo le catene, di solito, attraverso l’intervento manuale di un operatore, applicano sulle confezioni, il bollino con lo sconto del 50% a due giorni dalla scadenza senza però ridurre, così, il rischio di perdite e sprechi. Con un aggiornamento costante del prezzo, invece, lo si può fare, partendo da sconti del 12-13% in anticipo rispetto ai tradizionali due giorni dalla scadenza e offrendo un parametro di valutazione in più che può orientare le scelte dei consumatori. Ancora non abbiamo dei risultati ma li presenteremo il 7 maggio al Global Food Innovation Summit”.

Qualche numero, per la verità già circola, dal momento che c’è stato un primo progetto pilota condotto in Spagna con la catena Dia sulle insalate in busta, che ha già dimostrato che, con le etichette intelligenti, gli sprechi si riducono del 32% e la marginalità aumenta del 6,8%.

“Il test a Milano – precisa Perrone – lo stiamo conducendo sugli scaffali refrigerati di Iper e sui prodotti Amadori, partner del progetto, ma l’obiettivo, se otterremo i risultati attesi, è quello di replicarlo, entro sei mesi, in altri degli store del gruppo Finiper, quindi presso le insegne Iper e Unes del Centro e Nord Italia, e per altre categorie di prodotto. L’ipotesi in corso di studio è di iniziare da quelle preparate dentro il pdv e con una shelf-life breve, come ad esempio nei reparti salumeria, pasticceria, forno o macelleria ma potremo continuare anche con le referenze inviate dalle aziende fornitrici che aderiranno a questa innovazione, adattando il proprio sistema di etichettatura al nostro software che, peraltro, usa il nuovo codice a barre GS1 databar”.

Mariangela Latella