Parte da Napoli il progetto Shealthy. Propone processi e prodotti innovativi

“L’obiettivo è implementare modelli di business innovativo a disposizione delle micro aziende che operano del settore della IV e della V Gamma affinché possano migliorare la loro competitività sul mercato, nonché lungo la filiera, e, al contempo, accrescere la qualità di fresh cut, smoothie e piatti pronti in termini di caratteristiche nutrizionali e organolettiche, allungando la shelf life e aumentando la sicurezza alimentare durante l’intero processo di lavorazione”.
Sono queste le parole dell’ingegnere Marco De La Feld di ENCO (azienda specializzata in progettazione europea con sede a Napoli e Bruxelles), riferite a Fresh Cut News per spiegare le finalità principali del progetto Shealthy.

Finanziato nell’ambito del programma di ricerca Horizon 2020 dell’Unione Europea (per un totale di 7 milioni di euro), Shealthy è coordinato dalla stessa ENCO srl e ha la guida scientifica del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli. Il progetto vede coinvolte 21 prestigiose organizzazioni, pubbliche e private, di 8 Paesi europei (Italia, Spagna, Germania, Olanda, Regno Unito, Danimarca, Belgio e Serbia), prevede 11 azioni pilota in micro e piccole imprese del settore e avrà una durata di 48 mesi.

“Al fine di ottenere lo sviluppo di combinazioni ottimali di tecnologie innovative per la sanificazione, preservazione e stabilizzazione di frutta e verdura fresca minimamente processata – precisa l’ingegnere – e raggiungere così gli obiettivi sopraelencati, l’idea è di implementare modelli basati sulle cosiddette mild technologies, ovvero acqua elettrolizzata, acqua attivata al plasma, luce pulsata ad alta intensità, luce blu, rivestimenti bioattivi, imballaggi funzionali, trattamenti ad alta pressione, campi elettromagnetici ad impulso, filtrazione a membrana”.

Il lavoro si propone inoltre di valorizzare sottoprodotti e scarti di lavorazione per ricavarne composti bioattivi (antiossidanti e antimicrobici) per la produzione di imballaggi attivi sostenibili, nell’ottica dei principi di economia circolare.

“Infine – aggiunge De La Feld – saranno sviluppati e testati nuovi sistemi di logistica integrata per garantire al consumatore finale la tracciabilità e l’autenticità dei cibi”.

Parallelamente a ciò verranno condotti continui test e analisi di laboratorio per verificare la qualità di frutta e verdura trattata e la sostenibilità dei processi; è previsto poi il coinvolgimento attivo di un panel paneuropeo di consumatori per ottimizzare i prodotti e i processi, in funzione delle aspettative della domanda, e in fase di validazione delle tecnologie per testare gli alimenti-prototipo e quantificarne l’accettabilità.

Chiara Brandi