Vienna un ‘paradiso’ per IV Gamma, piatti pronti, estratti. Meglio se bio

Con margini di prezzo sempre più assottigliati rispetto all’ortofrutta sfusa, come nel caso dei mix di insalate in foglia tradizionali dove si arriva a registrare appena un centesimo di utile industriale di differenza, il ready-to-eat rimane una categoria in forte crescita nella GDO viennese.

Smoothies, insalate arricchite (anche troppo), zuppe pronte e germogli sono i prodotti che guidano la crescita del settore, per i quali il consumatore viennese arriva a spendere anche più di 10 euro a meal kit, a patto, però, che sia bio.

Ogni catena che si rispetti dedica ormai ampi spazi del reparto F&V, esclusivamente al ready-to-eat. In alcuni casi, come per esempio da Billa o Spar Gourmet, gli espositori-refrigerati abbastanza grandi da poter costituire l’anticamera di un reparto specializzato con la private label che spopola con i suoi brand quali (per le insalate arricchite) Freshy di Billa, Enjoy di Spar o Rita Bio di Denn’s.

Merkure, nato dal gruppo Rewe, con quasi 40 punta vendita nella capitale asburgica, si spinge oltre, fino all’allestimento di un angolo bistrot (per fast e ai limiti anche del furious) con chef in store per confezionare insalate a richiesta, attingendo da un’esposizione di prodotti ortofrutticoli già tagliati e lavati da comporre come contorni per un secondo di carne, come il tradizionale wurstel viennese. Costo del piatto-bistrot 8,90 euro cadauno.

Cenerentole del fresh cut, rimangono anche in Austria, come in Italia, i mix di insalate in foglia o le buste mono-prodotto, venduti a marca del distributore, che persino nei supermercati di prima qualità difficilmente arrivano a superare gli 8 euro al chilo. Basti fare una carrellata dei brand come Simply Good (che si ritrovano nelle catene del gruppo Rewe: Merkure, Billa e Adeg) per vedere che difficilmente, in questi casi, i prezzi al chilo arrivano ai dieci euro contro i circa 10 euro, per avere una misura, dell’insalata arricchita Bio di Denn’s.

Ferma restando la qualità premium della materia prima (minimo sindacale imprescindibile) richiesta dal consumatore viennese che è molto attento ai sapori ed ai profumi dell’ortofrutta fresca e matura al punto giusto, tra gli scaffali della GDO viennese l’offerta di microgreen e germogli, ancora poco diffusa, risulta promettente considerati anche gli alti prezzi dell’offerta.

Le confezioni da 200 grammi di (impeccabile) valerianella, ad esempio, vendute negli scaffali di Spar gourmet hanno prezzi che sfiorano i 23 euro al chilo. Ancora, il tris di germogli (sprout), nello stesso negozio, sono venduti a 2 euro la confezione da 100 grammi. Il prezzo si dimezza per i germogli di soia tradizionali: 9,95 euro al chilo da Spar che arriva ai circa 13 da Billa.

Con prezzi pret a porter e confezioni per tutti i gusti (dallo shot take away al formato famiglia) gli smoothies, sono i veri fenomeni della distribuzione viennese del momento con particolare attenzione a quelli realizzati con frutta esotica e, attenzione-attenzione, con gli agrumi per i quali i viennesi hanno una forte attenzione. Te li ritrovi ovunque e in tutte le salse. Arance, limoni, clementine o anche bergamotti, rappresentano per il viennese un must mediterraneo, il simbolo di un’area e di una cultura, quella sud-europea, a cui hanno sempre guardato con interesse. L’agrume è per gli austriaci quello che il tea rappresenta per gli inglesi. Non si produce in casa ma non se ne può proprio fare a meno.

L’apoteosi per la passione verso i succhi ‘mild processed’ si realizza con l’insegna Juice Factory, rigorosamente made in Vienna, che ha uno store-bar anche in aeroporto. Nelle ore di punta c’è la fila per un assortimento che parte da smoothies, estratti, concentrati o frullati realizzati al momento con la frutta fresca esposta a vista (i formati che vanno dai bicchiweri shot quelli large da circa mezzo litro venduti a 6,50 euro l’uno). Tra le referenze anche bowls di frutta e cereali (sempre preparate al momento) o anche sandwich e altri snack in pieno mood di snack fresco, buono e sano da consumare on the go.

Bio e zuppe pronte (specie se in vaschetta, barattolo di vetro, o anche bottiglioni formato famiglia) completano il quadro dell’offerta convenience che, con le sue ricette, attinge ad una vasta gamma di tradizioni culinarie internazionali (asiatiche, mediorientali, mediterranee, tradizionali) tenendo bene a mente le tante culture che si incrociano nella metropoli austriaca che conta 1,8 milioni di abitanti a cui si aggiungono ogni anno circa 4 milioni di turisti da tutto il mondo.

Un canale preferenziale viene riservato, nell’attenzione del consumatore, soprattutto viennese 100%, al convenience food bio, che in Italia è ancora poco diffuso. Da questo punto di vista, la catena tedesca Denn’s, specializzata in prodotti organici e a ‘km 0’, che a Vienna ha circa già dieci punti vendita, ha un assortimento molto variegato. Data la sproporzione tra domanda e offerta, che è ancora poca, le confezioni da 25o grammi di insalate-piatto unico (a marchio Rita Bio), arricchite con formaggi, cereali, oppure anche pasta già cotta (da Spar il mix è fatto persino con i noodle), arrivano a sfiorare anche i 10 euro al pezzo a scaffale.

Una segnalazione. Considerati i rigidi orari lavorativi rispettati nella capitale asburgica (non esistono turni o orari continuati, alle 6 di sera negozi e uffici sono tutti chiusi e non si parla proprio aperture né straordinari durante i giorni festivi), la spinta al ready to eat non sembrerebbe data dalla mancanza di tempo per cucinare quanto dal maggiore desiderio di avere più tempo da dedicare alle propria vita privata, magari trascorrendolo all’aria aperta o con gli amici in bici o monopattino, lungo il Danubio a pescare oppure al Prater.

Mariangela Latella
(servizio speciale da Vienna)