Raytec Vision a Cibus Tec con l’ultima nata: Curiosity Cy

Con una nuovissima selezionatrice ottica per la IV Gamma ‘interamente igienica’ basata sull’analisi multispettrale della materia prima e un progetto di ricerca appena partito nei suoi laboratori interni, per lo sviluppo rivoluzionario di macchine agli infrarossi basate sull’elaborazione iperspettrale delle immagini, Raytec Vision ha debuttato al Cibustec di Parma col botto.

“Il primo modello in esposizione qui in fiera – spiega Raffaele Pezzoli, amministratore delegato e fondatore dell’azienda che occupa il 75% del mercato della selezione di IV Gamma in Italia -, è la millecinquecentesima macchina che produciamo ed è già stata comprata da Dole che, peraltro, ne ha già prenotato una seconda”.

Si chiama Curiosity Cy, come il rover lanciato nella missione spaziale su Marte, ed è disponibile in tre modelli in base alla capacità produttiva. La più grande (denominata 1.800 del valore di circa 280mila euro) seleziona circa 6 tonnellate di spinaci l’ora; la mediana (1.200 per un prezzo orientativo di circa 180mila euro) lavora 3,5 tonnellate l’ora e la terza (600, costo: 120mila euro) seleziona 1-2 tonnellate di prodotto l’ora.

– Chiediamo a Pezzoli: come nasce questo modello?
“Prima di parlare della macchina – spiega durante la nostra visita allo stand – partiamo dal suo nome. Oggi tutti parlano di innovazione. Per noi l’innovazione invece è un atto conclusivo di un processo che nasce prima di tutto dalla curiosità che porta ad essere creativi. Se siamo concreti, capaci e costanti arriviamo all’innovazione che è la macchina. Quindi Curiosity è proprio il cuore della nostra idea”.

– Quali caratteristiche ha?
“È basata su un sistema di selezione ottica multi spettrale, non bi o tri-cromatico, che lavora nella regione all’infrarosso ossia in quella regione dove l’occhio umano non vede. Usiamo abitualmente questa tecnologia mentre i nostri concorrenti lavorano ancora con il laser. Inoltre usiamo come fonte di illuminazione i LED con cui operiamo da sempre”.

– Cosa si intende per selezionatrice totalmente igienica?
“Questa macchina – afferma Pezzoli – aveva sostanzialmente due sfide da superare. La prima era che essendo nel mondo della IV Gamma e quindi nel mondo della foglia, doveva misurarsi con il problema della contaminazione batterica che è molto importante. Qui la sfida era quella di renderla totalmente igienica riuscendo a sanificarla con il minor uso possibile di prodotti chimici e di acqua garantendo, allo stesso tempio, la massima riduzione possibile dei tempi di lavaggio. In pratica la macchina tende a sporcarsi poco già di per sé e quindi inquina poco”.

– E la seconda sfida?
“Il secondo punto era la manutenzione dal momento che il fermo linea costa soldi e i tecnici specializzati si fa sempre più fatica a trovarli. Sicché abbiamo ideato un sistema che, in poche parole, rende semplice l’uso di macchine molto complesse”.

– Su cosa si basa?
“Abbiamo ideato un meccanismo che permette di cambiare il tappeto per la sanificazione periodica, senza utilizzare strumenti quali chiavi inglesi ad esempio, che sporcano. Basta solo l’intervento manuale dell’operatore”.

– Qualche numero sui risultati ottenuti?
“Le dico solo che proprio pochi giorni fa il PMA americano, ci ha assegnato 100 punti sui cento previsti dalle normative internazionali per le norme igieniche e penso che entro un anno potremmo pertanto arrivare ad ottenere una certificazione igienica negli Stati Uniti”.

– La tecnologia è una chiave fondamentale nello viluppo in senso sostenibile dell’agroindutria. Come contribuite, in questo senso, con la vostra ricerca?
“Facciamo parte di un gruppo di lavoro internazionale al quale partecipano i principali operatori di mercato a tutti i livelli. Oltre noi anche PMA o Taylor Farm, per carpirci, e molti altri. Puntiamo a costruire degli standard globali condivisi. In questo senso siamo i primi ad introdurre sul mercato macchine selezionatrici totalmente igieniche”.

– Curiosity è caratterizzata anche da un nuovo software…
“Sì, si chiama Unico perché è lo stesso usato per le macchine di IV Gamma, di fresco, congelato o secco. Per questo chi compra questa macchina, grazie alla sua versatilità, può operare su più fronti con lo stesso software e noi abbiamo ridotto le nostre macchine da nove a tre”.

– E sul fronte della ricerca, quali sono i nuovi sviluppi?
“Grazie ad una partnership con l’Università di Foggia, abbiamo appena inaugurato dei nuovi laboratori in azienda e inserito un ricercatore del Gruppo di Scienze e Tecnologie dell’Alimentazione pugliese, per arrivare all’evoluzione successiva della selezione agli infrarossi con il passaggio da un’analisi multispettrale ad una iperspettrale. Contiamo di arrivarci in due anni”.

Mariangela Latella