Cassazione: Le puntarelle soggette all’indicazione di scadenza

Si è risolta con una sentenza della Cassazione la diatriba circa il trattamento a scaffale delle puntarelle romane sollevata da Italmark Spa. La catena di supermercati lombarda si era infatti rivolta alla Corte Suprema dopo aver ricevuto un’ingiunzione dall’ars di Brescia per aver messo in commercio confezioni di puntarelle senza l’indicazione del T.M.C. (termine minimo di conservazione), appellandosi al fatto che si trattasse solo di un prodotto ortofrutticolo tagliato, da non considerarsi preconfezionato, quindi da non assoggettarsi all’indicazione della data di scadenza.

Dopo una lunga trafila giudiziaria, che ha visto respinte le contestazioni dell’azienda, è arrivato l’insindacabile responso della Cassazione. Con l’ordinanza n. 27266/2019 è stato infatti rigettato il ricorso di Italmark ritenendo la rimostranza infondata. “L’esclusione dall’obbligo di indicazione della data di scadenza sulla confezione, prevista dall’art. 10 del D.Lgs. n.109/92, si riferisce soltanto ai prodotti … ortofrutticoli freschi, comprese le patate, che non siano stati sbucciati o tagliati o che non abbiano subito trattamenti analoghi”, si legge infatti sulla sentenza.

A questo punto, come già precisato dai giudici nei diversi gradi di appello, le puntarelle, in quanto costituite dal germoglio tagliato dalla cima del cespo della catalogna e sottoposte a trattamento di lavaggio, di fatto un prodotto di Prima Gamma evoluta, devono considerarsi prodotti freschi trattati e dunque soggetti al suddetto obbligo.