The Rome Table un evento utile alle aziende di IV Gamma: ecco perché

Ha scritto su Facebook il commerciale di un’azienda italiana di IV Gamma: “Ritorniamo a casa dall’evento The Rome Table 2019 contenti e soddisfatti con tanti amici in più da tutto il mondo e contratti già fatti per la distribuzione a Dubai e Kuwait”.
Per chi ha organizzato per la terza volta questo B2B internazionale dedicato all’ortofrutta, iniziativa unica in Italia nel suo genere, ma impresa non facile, che richiede buona organizzazione e mesi di lavoro, queste sono le uniche soddisfazioni che contano.

I riscontri positivi su The Rome Table in un post pubblicato sulla pagina Facebook di Lady Leaf
I riscontri già raccolti sull’evento svoltosi a Roma il 7 e 8 novembre tra la maggioranza dei partecipanti sono peraltro positivi come mai prima e improntati ad uno sviluppo dell’iniziativa che tornerà nella capitale nell’autunno del 2020con più buyer internazionali e più catene della distribuzione italiana, che quest’anno si sono affacciate a The Rome Table per la prima volta con 5 insegne: Conad, Eurospin, Gros Roma, Alì e Migross.

Ma a fare la differenza con le due precedenti edizioni di The Rome Table sono stati molteplici fattori: la selezione dei buyer (per fare solo un esempio, erano presenti alcuni dei più quotati importatori arabi), la mancanza di defezioni tra gli stessi (la seconda edizione aveva avuto il neo di qualche defezione importante che non si era riusciti a colmare con valide alternative anche perché erano state defezioni dell’ultimo momento), uno staff con maggiore esperienza, più preparato e rafforzato da risorse umane in grado di esprimere qualità (che dunque ha potuto funzionare estremamente bene), una location più adatta a rispondere alle esigenze dell’evento nel migliore dei modi (l’A.Roma Lifestyle Hotel nei pressi di Villa Pamphili). E ultimo fattore ma forse il più importante è stato l’affinamento della formula: un B2B secco, con pochi discorsi di contorno e tanti, tantissimi incontri d’affari, un fattore questo che distingue nettamente The Rome Table da una fiera di settore ma anche da incontri simili che avvengono in giro per il mondo quasi sempre collegati a momenti seminariali che a Roma proprio non ci sono stati. C’è invece un’emergenza: i produttori italiani devono esportare di più e debbono contemporaneamente recuperare sul mercato interno. The Rome Table è stata e vuole essere nel prossimo futuro una risposta concreta a questa duplice esigenza.

Più di un buyer estero ha promosso The Rome Table con questo argomento: quando partecipiamo a una fiera di settore riusciamo a fare da sei a otto incontri d’affari al massimo al giorno ma in un contesto distratto da relazioni che si sovrappongono e da pause legate a  momenti conviviali e di pubbliche relazioni, qui si possono fare fino a 20 incontri al giorno avendo a disposizione un tempo esclusivo da dedicare ad ogni singola azienda che si presenta.

Possiamo aggiungere anche un altro elemento che, se opportunamente sviluppato, può dare un ruolo decisamente interessante a questo B2B: The Rome Table è l’unico evento dedicato all’ortofrutta che si svolga nel Centro-Sud del nostro Paese ovvero nell’area che esprime la produzione maggiore, la più grande varietà di specialità, di tipicità, che possono dare, se valorizzate, una marcia in più all’ortofrutta italiana. Le autorità che sovrintendono alla produzione e alla commercializzazione ortofrutticola della capitale si stanno accorgendo di The Rome Table, di un evento che funziona, che può contribuire al ruolo internazionale di Roma nel settore specifico.
Poi, come per ogni cosa, chi vivrà vedrà.

Antonio Felice
General Manager Omnibus Comunicazione