Polemiche in Francia sull’indivia di Vilmorin. È OGM?

Secondo il sindacato agricolo Confédération Paysanne, più dell’80% dell’indivia venduta in Francia è OGM. Per questa ragione, lo scorso martedì 14 gennaio un centinaio di attivisti dell’organizzazione ha fatto irruzione al SIVAL, Angers, 14-16 gennaio 2020) con bandiere, fischietti, ombrelli ed adesivi per andare a protestare davanti allo stand di Vilmorin, la sementiera angioina leader nella commercializzazione europea dell’indivia.

“Stiamo protestando – ha spiegato Daniel Evain, agricoltore e portavoce del sindacato per il Dipartimento di Île-de-France (nella foto accanto) – perché da almeno 15 anni viene commercializzata sul mercato francese, e probabilmente anche di altri Paesi, indivia OGM in maniera del tutto illegale perché contraria alla direttiva europea del 2001 che vieta gli OGM nell’Unione. L’evidenza che si tratta di prodotti geneticamente modificati risiede negli stessi claim con cui la sementiera avrebbe brevettato le indivie in commercio e che si riferiscono ad un ibrido ottenuto con un processo di fusione di protoplasti, in pratica di fusione cellulare, tra specie sessualmente incompatibili in natura, ossia il girasole e la cicoria. La letteratura scientifica ci dice che questo processo significa di fatto, produrre OGM e di conseguenza, per la normativa vigente, obbliga l’azienda a chiedere la valutazione del rischio alle autorità competenti oltre ad indicare in etichetta che si tratta di prodotto OGM. Ma Vilmorin non ha fatto nulla di tutto ciò e la commercializzazione delle indivie in Francia non è accompagnata da nessun tipo di informazione per i consumatori. Siamo ai limiti della frode”.

Dopo avere chiesto chiarimenti all’azienda, senza ottenere risposta, il sindacato preme adesso sul governo francese per ottenere maggiori controlli sui prodotti presenti sul mercato.

La notizia è stata riportata anche dal quotidiano locale, Ouest France, che ha intervistato Emmanuelle Lesprit, direttore di UFS, l’Unione Nazionale delle Sementiere Francesi il quale rispedisce al mittente le accuse del sindacato agricolo.

“Sì – ha ammesso Lesprit sul quotidiano angioino – il processo di miglioramento varietale delle piante di indivia, dalla fine degli anni ’80, proviene dalla tecnica della fusione cellulare tra girasole e cicoria. Ma Vilmorin non commette in alcun modo reato dal momento che la direttiva europea del 2001 è molto generica e vieta tutte le tecniche diverse dalla moltiplicazione o ricombinazione naturale. La tecnica della fusione cellulare usata da Vilmorin  che è parte del gruppo Limagrain, peraltro, non rientra nel campo di applicazione della direttiva sugli OGM, dal momento che viene applicata a due specie appartenenti alla stessa famiglia, quella delle Asteraceae. Peraltro la letteratura scientifica del sindacato è piuttosto datata e si riferisce ad una pubblicazione sulla rivista americana Helia del 1999. In base a queste premesse Vilmorin non è tenuta a richiedere alle autorità il procedimento di valutazione del rischio e l’indicazione in etichetta”.

La Confédération Paysanne non è però intenzionata a fermarsi e fa pressione sul governo affinché attivi controlli puntuali.

“Basterebbe un semplice esame di laboratorio per rendersi conto di che tipo di prodotto si tratta. Il punto è che Vilmorin non è l’unica sementiera che usa questo processo di incrocio varietale. Attraverso i controlli governativi si potrebbe fare chiarezza e bloccare ogni attività illegale eventualmente riscontrata”, precisa il sindacato.

Mariangela Latella (fonte: Corriere Ortofrutticolo )