Passi avanti per ridurre i costi energetici del vertical farming

Dal Sival di Angers sono in arrivo nuove soluzioni per ridurre i costi dell’elettricità nel vertical farming che è il vero punto che, di fatto, impedisce il diffondersi di questo tipo di hitech.

I costi delle serre verticali, infatti, sono ancora fino a tre volte superiori rispetto alle coltivazioni tradizionali e, al momento non si riesce a compensarli con i vantaggi ottenuti da questo tipo di colture che possono sintetizzarsi in un maggiore valore aggiunto dei prodotti dato dalla garanzia di qualità e quantità, da maggiore controllo dei valori nutrizionali del prodotto finale, dal controllo totale del processo produttivo, dall’abbattimento dell’input acqua dai 60 litri per chilo tradizionali fino a pochi litri, dalla maggiore sicurezza alimentare e dalla salubrità e sostenibilità del prodotto.

Nella direzione di ridurre i costi energetici, alla fiera Sival, che ha chiuso i battenti il 16 gennaio, sono emerse importanti novità. Nel convegno dedicato al vertical farming e tenutosi al centro congressi di Angers, Leo Marcelis (nella foto in basso), professore di orticoltura e fisiologia delle piante all’Università di Vageningen in Olanda, ha presentato i progetti in corso nel suo gruppo di ricerca.

“Sono circa una quindicina – ci ha detto – e puntano, da un lato, ad ottimizzare l’uso della luce LED e dall’altro ad ottimizzare i vantaggi delle colture verticali per avere un bilancio complessivo dei costi più sostenibile. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a consumare, nella serra verticale, lo stesso quantitativo di energia utilizzato in una coltivazione a campo aperto. Siamo ancora agli inizi e pensiamo di potere arrivare, in cinque anni, al primo punto fermo ossia dimostrare che il nostro obiettivo è raggiungibile”.

Tra le attività al test nel gruppo di ricerca di Marcelis, c’è il controllo dell’uso dello spettro per l’illuminazione Led. “Per le piante – ha spiegato Marcelis – non è importante solo l’intensità della luce ma anche quale tipo di colore dello spettro viene usato e in quale preciso momento della giornata. Con la luce blu, ad esempio, abbiamo notato che possiamo produrre piante più compatte perché questo tipo di luce implica un basso livello di ricezione da parte della pianta ma è capace di aumentare la fotosintesi vegetale”.

In questa stessa direzione, l’azienda VGD, Vegetable Grow Development ha lanciato da circa sette mesi una piattaforma hi-tech che ha presentato in fiera. Si tratta di un sistema che permette di raccogliere i dati relativi al fabbisogno di luce della pianta ed ottimizzarli attraverso un algoritmo che è parte del sistema complesso brevettato dall’azienda. “Con questa piattaforma possiamo ridurre fino al 50% il consumo di elettricità delle serre verticali – ci spiega Julien Laz (nella foto in alto), product and marketing manager dell’azienda con base a Châteaurenard, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra -. Perché non è tanto una questione di potenza dell’impianto che va ridotta, quanto proprio l’uso dell’input elettrico”.

La piattaforma brevettata da VGD, che al momento non ha un nome commerciale, collega le lampade ad un monitor, controllato da una sorta di ‘scatola nera’ che registra in tempo reale lo spettro di luce diffuso dentro la serra. Tramite l’algoritmo presente nel computer collegato, si possono comparare gli obiettivi di produzione con la situazione al momento presente in serra e permettere al computer di decidere autonomamente le decisioni da prendere. “Naturalmente l’intervento umano non è escluso – precisa Laz – dal momento che il produttore può comunque intervenire nel processo sia modificando i parametri, che prendendo egli stesso delle decisioni. Il nostro prossimo passo è quello di arrivare ad un centro di produzione intelligente (smart growth center). Anche per questo stiamo lavorando ad una macchina che raccolga tutti i dati relativi al fabbisogno delle piante legati ad ogni singola variabile, a cominciare dall’illuminazione. È una mole immensa di dati che pensiamo che l’essere umano, almeno per i prossimi quattro anni, non sia in grado di elaborare da solo per lo meno nei tempi utili per la pianta. Presto, inoltre, lanceremo un impianto low cost a parità di perfomance. Un nuovo sistema di illuminazione che potrà essere installato per 15 euro al metro quadro contro i circa 100 attualmente di media”.

Mariangela Latella