Le infezioni alimentari costano in Gran Bretagna 9 miliardi di sterline l’anno

Ammonta a circa 9 miliardi di sterline il costo sociale sostenuto nel Regno Unito, nel 2018, per le malattie di origine alimentare. Lo ha calcolato uno studio congiunto, appena pubblicato e condotto dagli istituti britannici Analytics Unit, Foos Standards Agency e London School of Hygiene & Medicine che ha preso in esame 13 tra i più comuni patogeni mettendo in evidenza come la Lysteria sia un vero e proprio buco nero per il welfare.

Il modello di calcolo, inedito nel suo genere, è frutto di un programma di ricerca quinquennale che ha messo in luce l’impatto economico e sociale delle malattie di origine alimentare con l’obiettivo di permettere all’Authority per la sicurezza alimentare inglese, la FSA, di dare risposte adeguate anche in termini di politiche sanitarie.

“Per la prima volta – ha spiegato Rick Mumford, che ha guidato il gruppo di ricerca FSA – questo modello offre un quadro molto più dettagliato di come le malattie di origine alimentare possano avere un impatto sulla società. L’abbiamo progettato da zero per misurare l’impatto di specifici agenti patogeni e per la prima volta abbiamo fornito una stima anche di quei casi, che sono la maggior parte, in cui non viene rilevato alcun agente patogeno perché magari il malato non cerca assistenza medica. Grazie alla valutazione anche di questa sorta di zona grigia, ora possiamo avere evidenze solide e quantitative sull’impatto delle malattie di origine alimentare che rafforzano significativamente la nostra capacità decisionale”.

Il modello di calcolo sviluppato permette di valutare, nel complesso degli elementi presi in considerazione, gli impatti finanziari e i “costi umani” di diversi fattori quali il dolore e la sofferenza e i cambiamenti nella qualità e durata della vita. Lo studio è stato condotto su 4 mila persone affette da malattie di origine alimentare per ognuna delle quali sono stati creati dei valori monetizzati che sono serviti a misurare l’impatto dei diversi patogeni di origine alimentare.

Il modello, applicato sugli outbreak inglesi del 2018 (stimati in circa 2,4 milioni), ha calcolato l’onere sociale per i principali 13 patogeni alimentari stabilendo che complessivamente rappresentano un costo sociale di circa 9 miliardi di euro l’anno con un costo medio per paziente di circa 4 mila sterline.

Il patogeno che determina i costi maggiori è la Lysteria. L’alto costo sociale, anche se non è il patogeno più diffuso, è dato dall’elevato numero di decessi che fanno impennare il cosiddetto ‘costo umano’. Segue, con grande distacco, l’E.Coli, quindi la Shigella, la Salmonella (per dare un’idea: è stato calcolato un costo sociale per ammalato all’anno pari a 6.700 sterline) fino al meno ‘costoso’ Cryptosporidium (di derivazione animale).

“Essere in grado di determinare il costo sociale ed economico che si deve sostenere quando qualcuno si ammala a causa del cibo – ha detto Heather Hancock, presidente di FSA -, rappresenta una pietra miliare per l’FSA. Utilizzeremo questo studio per contribuire a definire le nostre priorità per affrontare le malattie di origine alimentare e per concentrare le competenze, il denaro e l’influenza della FSA”.

Mariangela Latella