Cosa rimarrà dei trend imposti dal lockdown? Di più: è sostenibile un home delivery con quote importanti?

Si, forse nulla sarà come prima. O forse no. Di certo la pandemia lascerà un segno, vedremo quanto marcato e duraturo. Questa è la società dei consumi e che piaccia o no prima di esser cittadino l’uomo moderno è consumatore. E facendo la spesa, vota. I 70 giorni di lockdown hanno messo in evidenza come vi sia stato un passaggio (obbligato) verso determinate forme di distribuzione di vicinato. Dalla indagine Nomisma effettuata in pieno lockdown vediamo che i piccoli negozi di vicinato sono passati dal 40 al 54% di users, mentre all’opposto gli ipermercati sono scesi dal 67 al 48%. Non parliamo poi del commercio elettronico, che ha avuto crescite astronomiche in tutto il mondo (Wal Mart insegna).  In questo senso la pandemia da covid-19 non ha fatto altro che accelerare dei processi già in atto: la fine dell’epoca degli ipermercati e l’inizio di quella della consegna a domicilio. Che però,  attenzione: non sarà presumibilmente la formula sostenibile dei prossimi anni. Il dibattito fra amministratori pubblici, urbanisti e logistici è già aperto in diverse parti del mondo: è sostenibile per il traffico, l’inquinamento, la qualità della vita delle grandi e medie aree metropolitane un sistema distributivo con migliaia e migliaia di trasportatori home delivering in perenne movimento? La logistica dell’ultimo miglio e la distribuzione di vicinato sono uno dei grandi argomenti per la gestione delle smart cities del futuro. E dalle caratteristiche della distribuzione sappiamo derivano anche quelle dei consumi. A proposito di consumi, sempre  Nomisma ha indicato come durante la pandemia il 22% dei consumatori della penisola abbia aumentato l’acquisto di prodotti italiani, il 22% ha aumentato quello di prodotti locali e il 28% ha iniziato a ricercare prodotti da filiere corte. E poi il tempo, fattore basilare in tutti i tipi di consumo moderno: avendo molto tempo a disposizione gli italiani durante il lockdown hanno ricominciato a cucinare  (il 40% ha aumentato gli acquisti di ingredienti:  lievito, farina, ortaggi grezzi…) e la cosa  è confermata  dal repentino calo delle vendite dei prodotti fresh cut nel periodo.  Iniziamo a pensare alle tendenze post-covid. Forse saranno le tendenze dei prossimi 10 anni. Forse.

Duccio Caccioni