Gli americani mangiano peggio. Telenutrizione di Kroger per rimediare

La divisione sanitaria di Kroger – il gruppo della distribuzione americana forte di circa 500 mila dipendenti – ha iniziato a offrire consulenze virtuali gratuite ai propri acquirenti per aiutarli a selezionare prodotti nutrienti da acquistare nei negozi alimentari. Lo rivela una nota dell’azienda statunitense che precisa che “il servizio è gratuito e sarà operativo per tutta la durata della pandemia”.

L’emergenza sanitaria ha causato gravi problemi all’economia USA e i duemila miliardi stanziati da Trump per arginare la crisi economica che ne sta derivando, non sono serviti ad impedire i 100 mila morti (il numero più alto di tutto il pianeta), l’impennata dell’inflazione e gravi problemi nella catena di approvvigionamento alimentare soprattutto nel settore della carne dove il braccio di ferro tra le major della macellazione (come Cargill) e la presidenza federale non ha certo aiutato ad arginare la diffusione del Covid anche tra i dipendenti delle multinazionali della carne, bloccate o rallentate dall’epidemia. Anche i settori della coltivazione intensiva di mais e soia con cui vengono nutriti gli animali e da cui si ricavano anche altri sottoprodotti dell’industria alimentare, sono stati colpiti.

Negli US impazza il junk food. Non è una novità. Ma in tempi di Covid, questa abitudine sembrerebbe essere esplosa con una grande presenza, nelle cucine degli americani, di snack poco salutari e certo anche poco costosi. Secondo la banca dati di Kroger, il 51% delle famiglie americane si dedica alla cottura del cibo più spesso di quanto non abbia fatto prima dell’inizio della crisi, mentre solo il 4% lo fa meno spesso. Ma quasi la metà della popolazione, invece, ha aumentato il ricorso agli spuntini e il 40% ha aumentato la quantità di alimenti confezionati. Così Kroger ha ideato questo programma di tele-nutrizione che consente alle persone di parlare in video-conferenza con un dietologo accreditato che offre consigli sulla lista della spesa in base al budget disponibile della famiglia per dare un aiuto, ad esempio, nella gestione di problemi di salute legati al cibo, come il sovrappeso o altri disturbi alimentari.

La strategia di Kroger messa in campo con il servizio di tele-nutrizione s’inquadra in un contesto fatto di più step che puntano a fare dei retailer del food, veri e propri custodi della salute pubblica. Nel mese di aprile, anche Giant Food ha iniziato dei corsi virtuali gratuiti per fornire consigli su abitudini alimentari sane e gestione delle malattie. Weis Markets ha recentemente stretto una partnership con il fornitore Healthie per collegare i clienti con dietisti registrati, tramite video chat.

Ma in realtà, Kroger aveva iniziato a guardare al settore sanitario molto prima dell’epidemia. L’anno scorso, infatti, ha lanciato Kroger 360care per espandere i propri servizi sanitari e fornire ai pazienti l’accesso a cure di alta qualità a prezzi accessibili. Peraltro, gestisce anche oltre 200 piccole cliniche in nove Stati e più di duemila farmacie.

Mariangela Latella