Packaging green, prima gamma evoluta e IV Gamma bio: le scelte di Orto Bellina 

Un innovativo packaging è al test di Orto Bellina, azienda bergamasca specializzata nella produzione di IV Gamma che, in tempi di Covid, non ha mai smesso di lavorare e che, per tamponare il rallentamento degli ordini, ha ripescato referenze di prima gamma evoluta, in particolare bio, messe da parte a suo tempo per il fresh cut, rispondendo così con successo alle diverse richieste della GDO e dei consumatori.

“Stiamo testando un nuovo packaging 100% biodegradabile per le insalate di IV Gamma”, spiega Cristian Bellina, che è il braccio commerciale dell’azienda a cui è collegata la OP Raggio di Sole che aggrega 18 soci. “Ancora non abbiamo dei risultati perché il materiale innovativo con cui stiamo lavorando, che si chiama Biocartene Opaco, quello delle buste dell’umido per capirci, presenta diverse criticità da superare. Uno dei problemi è che è opaco e non trasparente, quindi non si vede il contenuto, ma stiamo lavorando anche per stabilizzare il prodotto al suo interno. Contiamo di avere le prime risposte entro l’anno”.

La svolta green dell’azienda, specializzata nella produzione e nella commercializzazione di fresh cut per la private label, è iniziata un anno e mezzo fa con il lancio della linea bio a marchio ‘Fresca e pura BIO’, tra i primi nel settore del fresh cut biologico.

“Contemporaneamente – sottolinea Bellina – quest’anno abbiamo rispolverato una vecchia linea che non producevamo più, di prima gamma evoluta bio per cercare di venire incontro alle richieste di GDO e consumatori in tempi di Covid. Abbiamo uno stabilimento dedicato solo a quello. Dopo le prime due settimane di boom di acquisti, c’è stato lo stop. Non solo sul mercato nazionale ma anche all’estero dove noi mandiamo il 10% della produzione. In questi mesi, il nostro export si è praticamente dimezzato”.
La ripresa nella Fase 2, per l’azienda bergamasca significa innanzitutto qualità dei prodotti, consolidamento dei rapporti con la GDO ma anche puntare sulla linea bio sia di prima gamma che IV Gamma che, almeno quest’ultima, in Italia rappresenta ancora un settore di nicchia.

“Il punto fondamentale per poter proporre questo tipo di prodotti – precisa Cristian Bellina – è sempre l’equa corrispondenza del prezzo che purtroppo sul mercato tende a diminuire. Al di sotto di una certa soglia non si può scendere. Ci sono dei costi per produrre e quando sugli scaffali vedi la valeriana bio di IV Gamma a 3,5 euro al chilo vuol dire che c’è qualcosa che non va perché solo la pianta costa 3,5 euro al chilo. A questo poi devi aggiungere i costi di coltivazione e lavorazione. In questo contesto, il ritorno alla prima gamma evoluta è una scelta che ci permette di vendere il prodotto ad un prezzo minore”.

Mariangela Latella