Con un approccio speciale L’Insalata dell’Orto limita le perdite da lockdown

La strategia per tamponare le perdite causate dai rallentamenti degli ordini durante il lock-down, per L’Insalata dell’Orto, azienda specializzata nella produzione di IV Gamma con base a Mira (Venezia), è stata quella di proporre alla GDO tutte le referenze di baby leaf non lavate di modo da garantire una maggiore shelf life del prodotto e allo stesso tempo ridurre l’attività lungo le linee di processo. Contemporaneamente l’azienda sta spingendo al massimo sul pedale dell’e-commerce.

“Con il prodotto non lavato – afferma Sara Menin, project & development manager dell’azienda – siamo riusciti a tamponare le perdite per il 30% del totale considerato che le baby leaf comunque rappresentano il nostro core business con il 75% della produzione su 350 ettari. Non si poteva fare questo ragionamento, invece, per tutte quelle verdure sottoposte a taglio durante i processi di lavorazione come i radicchi, il pan di zucchero, le lattughe adulte, che hanno bisogno del lavaggio per rallentare i processi di ossidazione dopo il taglio. Da un punto di vista di lavorazione, non ha portato grandi cambiamenti perché già tutto quello che mandiamo all’estero, non è lavato”.

Il blocco pandemico, peraltro, ha fatto passare in sordina il lancio di una novità dell’azienda veneta, ossia il Tris di Radicchi, tutti IGP, ossia quelli di Verona, di Chioggia e di Castelfranco. Una nuova referenza che l’azienda ha lanciato prima della pandemia e che ora sta rilanciando in questa Fase 2, dopo una stagione che, per lo meno per i radicchi (circa 1,5 milioni di pezzi all’anno tra le tre varietà), è stata soddisfacente dal punto di vista sia della qualità del prodotto che dei volumi che quest’anno sono aumentati del 15%.

“Abbiamo iniziato a metà ottobre – precisa Sara Menin – e stiamo ancora lavorando con il Chioggia. Puntiamo sul fatto che siamo gli unici che fanno questo tipo di radicchi di IV Gamma e per questo, sul fronte dei prezzi, non abbiamo subìto conseguenze inflattive sul mercato. Prima di Natale abbiamo lanciato, mettendo insieme i tre Consorzi IGP, il tris di radicchi che però, a causa del blocco pandemico non ha avuto il tempo di farsi conoscere. Come tutto il settore di IV Gamma, anche noi abbiamo subìto delle contrazioni di mercato durante la pandemia. Iniziando ad offrire prodotto confezionato e non lavato, siamo riusciti a dare al consumatore quello di cui aveva bisogno in un periodo particolare in cui la spesa si faceva una volta a settimana. Certo non ha compensato le perdite, che sono al di sotto del 10%, ma le ha tamponate per circa un terzo. Per i radicchi, che sono prodotti più caratteristici, le perdite sono state minori ma per i piatti pronti, mancando proprio il bacino di utenza, ossia i lavoratori e le mense, abbiamo subìto cali più alti, fino al 25%. In base alle stime, comunque, pensiamo di riuscire a chiudere l’anno in linea con il 2019”.

Sulla scia degli altri player dell’e-commerce, anche l’Insalata dell’Orto sta spingendo molto sul proprio canale online usato per la vendita dei fiori edibili e dei germogli ma sta cercando una piattaforma logistica per potere fare il passo avanti ulteriore che serve all’e-commerce di IV Gamma.

“Allo stato attuale della logistica in Italia – sottolinea  Sara Menin – è impensabile fare e-commerce di IV Gamma. Non esiste una logistica in grado di consegnare in 24 ore, che è il tempo utile per questo tipo di prodotti. Stiamo comunque cercando di portare al massimo il nostro regime di e-commerce per i fiori edibili e speriamo che la logistica ci venga incontro. Stiamo cercando di mettere in piedi dei programmi di delivery su varie città. Partiremo con un progetto pilota a Padova per il delivery al mondo della ristorazione, delle gelaterie e del consumo pasti fuori casa. Lo facciamo anche per spingere la gente a consumare nelle piazze. Siamo in trattativa con un vettore, un operatore locale. Al momento si parla solo di e-commerce di fiori e germogli ma l’operazione sarebbe fattibile anche per la IV Gamma in futuro. Ci penseremo dopo avere rodato il meccanismo”.

Mariangela Latella