Micro-plastiche nell’ortofrutta? Andiamoci piano, aspettiamo che la scienza confermi

Il caro dizionario Treccani al termine confutazione scrive: “ribattere un’affermazione, una ragione, dimostrandola erronea o infondata”. Secondo Karl Popper, il grande filosofo della scienza, il metodo scientifico è basato sulla confutazione delle teorie. In altri termini : bisogna sempre provare a confutare una teoria, bisogna vedere se una teoria è falsa o meno. Scusate la partenza in quarta: in questi tempi di Covid ci siam dovuti sciroppare ore e ore di scienza e pseudoscienza su tutti i mezzi di comunicazione,  spesso senza  capirci un gran che.
La questione della confutazione delle teorie mi viene in mente anche a proposito della recente ricerca sulle micro-plastiche nei prodotti ortofrutticoli. Personalmente spero e credo che questa teoria sia destinata ad essere confutata. Mentre (ahinoi!)  posso credere che vi sia un forte contenuto di micro-plastiche nel materiale ittico (cosa più volte dimostrata) per la presenza di plastiche in via di degradazione in alcune acque marine, non credo vi possano essere i depositi della rilevanza descritta negli ortofrutticoli. Se così fosse, vorrebbe dire che tutti noi già respiriamo (non solo ingeriamo)  microplastiche in grandi quantità, come purtroppo respiriamo le PM 10 nelle aree urbane. La cosa sarebbe quindi ben più drammatica. Il pericolo è che una informazione di questo genere vada poi in mano a una certa  stampa così detta “generalista”. Che sempre a caccia di sensazionalismi  (spesso d’accatto) ben si guarda ad applicare il metodo scientifico.

Duccio Caccioni