Montagna: per il recupero della IV Gamma serve uno scaffale che parli al consumatore

Ancora rallentamenti per il settore di IV Gamma nella fase post-Covid19, a causa di un’estate che è decollata timidamente, di frequenze di acquisto ancora non in linea con l’anno scorso ed una crisi del turismo che vede i negozi stagionali estivi in perdita con una media nazionale del -3%. Risultato: secondo i dati Nielsen riferiti al canale retail, la categoria perde, nel periodo 25 maggio-5 luglio, altri 40 milioni di euro di fatturato arrivando, a metà estate, a registrare un giro di affari in GDO di 831 milioni di euro contro gli 870 dello stesso periodo dell’anno scorso.
Ne parliamo con Andrea Montagna, presidente Gruppo UIF IV Gamma e amministratore delegato di Bonduelle Italia.

– Come sta influendo la crisi del turismo sul settore della IV Gamma?
“La crisi del turismo è evidente – afferma Montagna in questa intervista esclusiva per Fresh Cut News – e non riguarda soltanto il mondo del food service, ma anche quello retail. Dai dati Nielsen in mio possesso, dal 25 maggio al 5 luglio, i negozi stagionali estivi, registrano una perdita media nazionale del 3% con punte del 18% in Veneto, del 7% in Sardegna e del 6% in Toscana. In pratica, ad eccezione di Marche e Puglia, tutte le zone costiere, chi più chi meno, sono in sofferenza, Questo impatto negativo non si registra solo per il canale horeca che, per quanto riguarda gli associati di UIF IV Gamma, rappresenta mediamente circa il 10% del loro giro di affari; ma anche sul settore retail”.

– Ci può dare una misura del mancato consumo di IV Gamma?
“Alle criticità di quest’anno, a cominciare dal lockdown, si sono aggiunte poi: un’estate che ha stentato a decollare con temperature a giugno di ben due gradi e mezzo inferiori rispetto all’anno scorso e la crisi turistica. La IV Gamma, ad oggi, ha una situazione oggettiva di difficoltà, sia a livello produttivo che di trasformazione. Il mancato consumo è mediamente di circa il 20%. Questo significa riduzione dei volumi e quindi anche del fatturato, a costi però invariati. Penso, però, che le cose possano cambiare da settembre”.

– In che modo?
“Con la riapertura delle scuole che riporteranno, ad esempio, i lavoratori a consumare pasti veloci fuori casa, e con il ritorno alle vecchie frequenze di acquisto, almeno tre a settimana, che favoriscono la scelta dei prodotti freschissimi”.

Come cercare di recuperare, nella seconda metà dell’anno, la perdita di fatturato registrata fino ad ora?
“Ci sono discussioni tra industria e distribuzione su questo tema dove emerge che l’unico modo per recuperare in maniera strutturale il comparto, al di là di alcuni trend che torneranno favorevoli superata l’emergenza, è lavorare sullo scaffale, con operazioni di category management, per renderlo più attraente anche grazie alla presenza sia della marca del produttore che di quella del distributore”.

– In che modo?
“Serve uno scaffale capace di parlare al consumatore e di rendere incentivante l’acquisto della IV Gamma che su tutti gli altri prodotti fondamentali, ricordiamolo, è vincente perché è fresco, fatto in Italia e sano. Tutti aspetti che il consumatore italiano cerca”.

– Quale ruolo possono avere i discount in questa fase di rilancio del settore, considerando che le famiglie avranno una ridotta capacità di spesa?
“Ma, guardi, abbiamo appena fatto una ricerca di mercato che peraltro conferma tutte le precedenti, e che ci dice che il consumatore di IV Gamma non mette il prezzo tra le sue variabili”.

– Cioè?
“Il prezzo non è uno dei driver di acquisto per il consumatore di IV Gamma. Consideri, poi, che stiamo parlando di buste che viaggiano intorno all’euro a confezione e che, rispetto allo sfuso il consumo non implica attività quali mondare, lavare, gettare lo sfrido e preparare. Tornando al ruolo dei discount nell’ottica della IV Gamma, è vero, crescono ma lo fanno perché cresce l’offerta che hanno, ossia aprono sempre più punti vendita. Ma come canale di distribuzione hanno un’offerta ancora limitata rispetto al fresh cut che trovi nei supermercati. Ma c’è anche un’altra carta che va giocata, in questo periodo”.

– Quale?
“La comunicazione. Serve a dare spinta al mercato ed avvicinare il consumatore. Inoltre, contano anche gli aspetti di promozionalità che non va intesa come riduzione di prezzo, bensì come un riportare, ad esempio, l’attenzione, nei volantini del supermercato, su questo prodotto di modo da tenerlo sempre presente nella mente dei consumatori”.

Mariangela Latella