IV Gamma e sicurezza alimentare. Gli States cambiano le regole

Giro di Boa negli Stati Uniti sulla food safety. Ci sono voluti 9 anni da quando l’ex presidente Barack Obama ha firmato nel 2011, il Food Safety Modernization Act (FSMA) perché arrivassero le linee guida o, per dirla all’italiana, i decreti attuativi. Il 22 settembre l’FDA, la Food and Drug Administration le ha finalmente varate, ma solo perché il Center for Food Safety, un’organizzazione di difesa della salute pubblica e dell’ambiente, l’ha citata in giudizio (vincendo) per spingerla ad emanarle entro settembre 2020.

La proposta dell’Agenzia per la sicurezza alimentare americana, 200 pagine di linee guida, è stata pubblicata il 23 settembre scorso nel registro federale e nei prossimi 120 giorni tutti i soggetti interessati potranno inviare commenti e osservazioni che saranno propedeutici alla stesura di un testo finale.

In risposta alla pubblicazione del provvedimento dell’FDA, l’amministrazione Trump ha imposto l’autorizzazione del Segretario della Salute e dei Servizi Umani, impegnato nella lotta al Covid-19, per tutte le nuove regole di sicurezza alimentare che si andranno a sviluppare.

Inizia così la New Era of Food Safety che – dietro le quinte – nasconde chiaramente la viscosità politica di un argomento, quello dell’attività di lobbing delle major americane del food, che ha rallentato gli step di approvazione della legge, durante l’amministrazione di Trump e ne sta rallentando, oggi, l’esecuzione.
Il fil rouge delle linee guida è la tracciabilità tecnologica di tutte le operazioni della filiera. Dal campo alla forchetta. Una tracciabilità che dovrà essere digitale e non più cartacea, e che configura un problema ulteriore, ossia la necessità di individuare un linguaggio comune a tutti gli operatori che sono obbligati a registrarsi come operatori di una filiera cosiddetta ‘a rischio’, e produrre dati digitali relativi alla propria attività. Dati che poi entreranno a far parte della banca dati federale (Big Data Technology) che renderà trasparenti tutte le catene di fornitura delle filiere considerate critiche.

Tra queste, in primo luogo quella della IV Gamma (in particolare ortaggi a foglia ma anche insalate pronte con arricchitori) e di tutta la frutta e la verdura fresca con particolare riferimento a cetrioli, meloni e frutta esotica, proprio per una serie di focolai di malattie di origine alimentare che si sono sviluppati negli anni passati.

L’ultima, quella di E.Coli dell’anno scorso e dell’anno precedente, causata da coltivazioni di lattuga Romana in California. In quei casi, l’autorità preposta alla food safety non è riuscita ad intervenire per tempo proprio perché la catena di fornitura era tracciata tramite bolle cartacee oppure, laddove già digitalizzata, con un linguaggio (digitale) non ancora standardizzato e quindi non acquisibile dai sistemi federali.

In sostanza, la New Era of Food Safety, cerca di adattare al mondo che cambia (anche per via del Covid), la catena di fornitura alimentare e orientarla verso una modalità più smart per permettere alle autorità di controllo, in caso di pandemie di origine alimentare, di intervenire in pochi minuti per isolare il contaminante, o l’azienda, o la fase produttiva in cui si è sviluppato evitando, come nei casi recenti, di ritirare interi lotti di produzione o bloccare interi territori produttivi, per precauzione e alla cieca.

Il provvedimento, quindi, include obiettivi per migliorare la tracciabilità e l’analisi predittiva per rispondere più rapidamente ai focolai; nuovi modelli di business; la riduzione della contaminazione degli alimenti e lo sviluppo di una cultura più forte in materia di sicurezza alimentare. Delinea, inoltre, una collaborazione più stretta tra il Governo, l’industria agroalimentare e i propugnatori della sanità pubblica proprio con la formula dell’autorizzazione obbligatoria per ogni step attuativo, da parte di quest’ultima.

“Un sistema di tracciabilità federale – ha detto Stephen Hahn, commissario della FDA – può aiutare la FDA e l’industria ad anticipare anche gli squilibri di mercato, laddove, ad esempio, si verificano carenze temporanee di alcune materie prime o, per contro, degli eccessi che conducono alla produzione di scarti e quindi allo spreco”.

Un esempio di nuovi strumenti che l’FDA sta sviluppando per la prevenzione, è un programma pilota che sfrutta l’intelligenza artificiale (AI) e l’apprendimento automatico per rafforzare i controlli dell’Agenzia federale nei porti di ingresso, sugli alimenti importati. Secondo l’amministrazione americana, questo progetto potrebbe migliorare del 300% lo sdoganamento delle merci ed implementare la capacità di sapere con precisione quale contenitore va esaminato perché contenente, con molta probabilità, prodotti non conformi.

Oltre alle insalate a foglia, a quelle pronte, alla IV Gamma in generale (ortaggi tagliati e pronti per il consumo) e, in genere all’ortofrutta fresca, sono considerati elementi ad alto rischio: formaggi, uova, burro di noci, burro di arachidi, pesci a pinna, erbe aromatiche, crostacei, molluschi.

Mariangela Latella