Fondi europei e PNRR. Rago: La filiera della IV Gamma merita la massima attenzione

“Almeno il 25% dei 2,5 miliardi destinati all’agricoltura dal finanziamento Next Generation EU devono essere destinati alla IV Gamma che rappresenta circa un terzo del fatturato ortofrutta. Inoltre, visti i danni che ha fatto il Covid al comparto, l’entità del fondo perduto dei progetti di filiera dovrà essere almeno del 75% per permettere alle imprese di continuare ad investire”.
Così Rosario Rago (nella foto), membro della giunta nazionale di Confagricoltura, nonché presidente dell’omonimo gruppo campano di IV Gamma, commenta il parere favorevole e unanime della Commissione Agricoltura della Camera al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) arrivato mercoledì scorso.
“Condivido gli obiettivi del Programma Next Generation EU – afferma Rago – con particolare riguardo ai contratti di filiera, agli investimenti per rinnovare il parco macchine agricole che prevedono l’introduzione di biocarburanti e mezzi elettrici. Non possiamo certo immaginare di continuare a produrre come prima, il modus operandi dei player del settore deve rispondere all’appello della sostenibilità. Ma per migliorare ci vogliono investimenti e, nel caso della IV Gamma, si tratta di investimenti ingenti che su serre già costruite implicherebbero ristrutturazioni che non costerebbe meno di 100 mila euro ad ettaro. Spese che arrivano in un momento di grave mancanza di liquidità per le aziende che ancora non si sono riprese dalla crisi scatenata dall’emergenza pandemica. Impensabile, pertanto, non considerare, in questi piani, il settore della IV Gamma perché rappresenta il futuro ed i trend di consumo in questa direzione, anche nei Paesi più evoluti come il Nord America o il Regno Unito, sono inequivocabili”.
Tra gli investimenti necessari per ammodernare il settore, che in Italia rappresenta una punta di eccellenza europea, oltre all’ammodernamento del parco macchine, va ricompreso l’upload dei pannelli di copertura che devono essere flessibili e devono potere essere applicati a serre in grado di produrre energia verde. Oltre a questo, fondamentale diffondere la buona pratica del ricircolo dell’acqua.
“Attualmente il dialogo con il governo per quantificare possibili sovvenzioni è aperto, ma è ancora tutto in evoluzione. Il presidente Draghi ha detto che vuole investire su chi porta avanti le filiere e la IV Gamma è una di queste. In un’ottica preventiva, poi, dobbiamo anche ragionare su costruire impianti industriali che siano in grado di lavorare sotto una eventuale nuova emergenza, come quella che stiamo ancora subendo col Covid, prevedendo ad esempio un minore impiego di manodopera perché altamente tecnologizzati con l’utilizzo di robot e droni; o ancora, con adeguati spazi per assicurare i distanziamenti. Deve bastare una volta a coglierci impreparati. In ogni caso, si tratta di affrontare investimenti di grandi dimensioni per i quali è importante sin da subito arrivare a ridurre i piani di ammortamento”.
Da due mesi Rago ha completato i lavori di costruzione della sua vertical farming. Si tratta di 700 mq di capannone nella piana del Sele, di cui 300 coltivati appunto in verticale. “E’ stato – precisa – un investimento da 800 mila euro. Stiamo producendo microgreen, anche se questo non è il momento migliore vista la chiusura del canale horeca. Ma quando il mercato riprenderà a correre noi saremo pronti con un know how rodato. Intanto, per attuare questo cambio di pelle green, bisogna incidere sulle colonne portanti del nostro Paese: snellire la burocrazia, cambiare la legge sugli appalti, accelerare i tempi della giustizia”.
Il PNRR è solo uno dei programmi di finanziamenti pubblici a disposizione del settore primario finalizzato alla cosiddetta transizione ecologica. Il ministro Patuanelli ha presentato le sue linee programmatiche alle Camere, avvertendo: “Abbiamo a disposizione un pacchetto di risorse mai avuto in passato e non ci si può permettere di sbagliare alcuna mossa. Il settore agricolo, che è chiamato ad offrire un contributo determinante al processo di transizione verde dell’intera economia, può contare su circa 50 miliardi di euro per i prossimi sette anni, tra fondi PAC 21-27 e relativo cofinanziamento nazionale e risorse a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che, come noto, dedica ampio spazio ai temi della transizione ecologica, dell’economia circolare, della competitività, del contrasto ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico. Il PNRR e le nuove strategie dell’Unione Europea legate al Green Deal sono occasioni imperdibili per rilanciare il settore”.
“A tal fine – ha aggiunto il ministro – è indispensabile il sostegno allo sviluppo dell’agricoltura di precisione, posto che le nuove tecnologie digitali consentono alle aziende di aumentare la resa e la qualità delle produzioni utilizzando meno input quali energia, acqua e fitosanitari. Il beneficio dell’adozione di specifiche innovazioni nelle diverse tecniche colturali è prezioso per mitigare l’impatto che le stesse hanno sulle matrici ambientali; in questo senso il processo di innovazione tecnologica è di straordinaria rilevanza per le aziende agricole”.
Mariangela Latella