IV Gamma biodinamica. Anche Amico replica alla senatrice Cattaneo

La polemica sull’iter legislativo della legge sull’agricoltura biologica e le critiche alla sua equiparazione, nel testo di legge in votazione, a quella biodinamica, non risparmiano il settore di IV Gamma dal momento che l’Italia, con l’azienda La Colombaia, è uno dei principali produttori di IV Gamma biodinamica e il suo amministratore, Enrico Amico (nella foto), è anche presidente di Demeter Italia, l’ente certificatore di agricoltura biodinamica, che opera a livello globale attraverso le proprie sedi nei diversi Paesi in cui è presente.
“Sono molto soddisfatto – afferma Amico, che abbiamo raggiunto telefonicamente per un commento sugli ultimi sviluppi legislativi della legge – dell’iter legislativo di questo disegno di legge che equipara il biologico al biodinamico”.
– Quest’ultimo tuttavia è stato oggetto di feroci critiche. In prima linea dalla senatrice a vita Elena Cattaneo. Cosa risponde?
“Penso che sia giusto che ognuno esprima la propria opinione ma quello che dispiace sono i toni e le espressioni usate”.
– A cosa si riferisce in particolare?
“Dire che l’agricoltura biodinamica è una pratica esoterica, avvicinarci ai concetti di magia e stregoneria è proprio qualcosa che non ci appartiene. Noi siamo imprenditori del settore primario che usano semplicemente una tecnica agricolturale che tutela l’ambiente producendo contemporaneamente colture più sane. Poi, dispiace anche la mancanza di confronto”.
– In che senso?
“Tutte le aziende certificate Demeter sono disponibili e aperte alle visite. Abbiamo più volte cercato un confronto con la senatrice, l’abbiamo invitata a venire a vedere i nostri impianti ma lei non ha mai accettato. Quello che fa è una sorta di monologo che non accetta repliche. Chiediamo semplicemente il diritto al confronto”.
– Le critiche principali nascono forse anche dal fatto che l’ideatore dell’agricoltura biodinamica, il filosofo tedesco Rudolf Steiner, fu uno dei teorizzatori del primato della razza ariana. Questo, forse, urta sensibilità e ferite aperte.
“Non vorrei entrare in questo genere di discorsi perché non mi sembra, peraltro, neanche il momento ma, se dobbiamo parlare di storia, è giusto proprio il contrario di quello che si dice. Steiner, dopo un iniziale allineamento con il regime nazi-fascista che coinvolse tutti, basti pensare al caso italiano, fu poi perseguitato da Hitler. Comunque tornando con i piedi per terra, le accuse che si rivolgono all’agricoltura biodinamica, sono fatte in maniera superficiale”.
– Una di queste accuse è che i fondi europei destinati alla biodinamica, sarebbero una vera e propria distrazione di spesa. Come replica?
“È un’assurdità. Non dimentichiamoci che le aziende certificate Demeter sono prima di tutto aziende biologiche e in quanto tali hanno tutto il diritto di percepire fondi pubblici siano essi del PNRR o della PAC. Li abbiamo sempre percepiti come aziende bio”.
 
– Quante sono le aziende certificate Demeter in Italia?
“Un migliaio per complessivi 20 mila ettari. Peraltro il disciplinare Demeter, a differenza di altri disciplinari esistenti per certificare la biodinamica, si occupano non solo di ortofrutta fresca ma di tutti i prodotti agroalimentari. Da quelli sott’olio ai formaggi, alle passate di pomodoro, ai vini e così via dicendo”.
– Si riferisce alla certificazione biodinamica di Verdea del gruppo Apofruit?
“Guardi, su questo punto non ho interesse a fare nessun tipo di commento”.
– D’accordo. Parliamo allora di mercato. Come sta andando la IV Gamma biodinamica in questa fase di ripresa del settore. Voi esportate tutta la produzione, giusto?
“Sì. I consumi e i prezzi sono sostanzialmente stabili. Sono i costi soprattutto logistici e del packaging che sono aumentati dall’inizio dell’anno e al momento li assorbiamo riducendo i nostri margini. Stiamo parlando del 20-30% in più”.
– Come sta andando il vostro packaging per la IV gamma biodinamica, basato su foglie di riso?
“Siamo sul mercato dalla fine del 2020 con le referenze di rucola e spinacino ma è destinato solo ai negozi specializzati che sono disposti a riconoscerne il maggiore valore aggiunto”.
Mariangela Latella