Nuove modalità di consegne a domicilio, una storia americana

Esempi di resilienza del mercato del ready-to-eat in tempi di Covid. Arrivano dagli Stati Uniti e riguardano quella categoria di forniture specializzate per la consegna di pasti pronti vegetali e freschi  agli uffici in alternativa alle mense.
L’azienda protagonista si chiama 9 Miles East Farm di Northumberland, New York. È stata fondata nove anni fa da un tale Gordon Sacks, che si era prefissato l’obiettivo di consegnare pasti pronti e sani oltre che ortofrutta fresca dalla fattoria direttamente sulla scrivania dei lavoratori.  Un progetto che non ha fatto fatica a decollare nella Grande Mela ma che il Covid ha rischiato di spazzare via nonostante la crescita incredibile realizzata in meno di un decennio, anno dopo anno.
Esternalizzare le mense e personalizzare il menù che arriva direttamente dalla fattoria, ha toccato facilmente il target dei consumatori/lavoratori più consapevoli della metropoli statunitense. Ma poi gli uffici hanno iniziato a chiudere per la pandemia e siamo entrati nell’éra dello smart working e dell’home cooking.
Davanti a Sacks si aprivano due strade. Buttarsi dietro le spalle l’esperienza di nove anni anni di food delivery oppure cambiare modello di business e riprovarci. Non ci ha pensato due volte e ha semplicemente spostato le destinazioni delle consegne dei suoi pasti. Non più gli uffici ma i complessi residenziali. E non più solo ai lavoratori in smart working ma anche alle famiglie a caccia di prodotti sani e pranzi pronti vegetali, direttamente a casa.
Il boom di questo nuovo modello di business, che in breve ha raddoppiato le consegne residenziali, è legato a nuove partnership del tutto inedite nel settore del food delivery. Non più le aziende ma le agenzie di real estate, le agenzie immobiliari, per farla breve, gestori di proprietà o anche solo proprietari di edifici.  Attraverso queste nuove partnership, 9 Miles East Farm ha ampliato il raggio di operatività della propria logistica arrivando ad includere anche i sobborghi di New York City, Boston ed è tuttora in fase di espansione in aree contigue.
Questo durante l’anno e mezzo di pandemia. Adesso sta già lavorando alla fase successiva per l’epoca del New Normal partendo da una sorta di scommessa: che la maggior parte degli uffici passerà a un ibrido di lavoro (a lungo termine) che mescola lo smart working con il lavoro in azienda.  La fattoria fornitrice è dotata di una sorta di cucina commerciale che beneficia di un impianto di produzione ortaggi da 9 acri, circa 3,6 ettari, situata nei pressi di Saratoga Springs, sempre a New York. Non tutti gli alimenti contenuti nei pasti pronti sono coltivati in azienda e questo ha sviluppato una ulteriore rete di partnership sul territorio dando fiato ad un settore, l’horeca, tremendamente bastonato anche negli Usa dalla Pandemia.
In menù solo prodotti di stagione ed un must irrinunciabile: ridurre al minimo gli sprechi alimentari. “Se ho un cetriolo davvero bello raccolto in fattoria – spiega Sacks -, lo vendo in un sacchetto di verdure fresche. Se ho un cetriolo assolutamente buono ma esteticamente meno bello, lo sbuccio e lo metto in un mix di insalata”.
Il cambio di modello di business è stato possibile e quasi naturale perché 9 Miles East Farm aveva in portfolio, fra l’altro, una serie di consegne di pasti in abbonamento. Quindi ha semplicemente iniziato a consegnare quegli stessi pasti nelle case delle persone anziché negli uffici.
Logisticamente non sono mancate le difficoltà. Una su tutte: è molto più difficile consegnare a mille case che a cento uffici ma con i nuovi interlocutori, le agenzie immobiliare, e un sistema di box refrigerati, il problema è stato superato.
“È stato molto meglio per noi – ha precisato Sacks – fornire 20 box refrigerati in un edificio piuttosto che consegnate in venti case diverse. È un po’ più simile al modello di lavoro che avevamo prima. Sono solo cambiati gli interlocutori che non sono più le aziende. In questo senso portiamo avanti la nostra mission che è quella di ampliare il target di persone che hanno accesso a cibo locale e sano anche perché molti dei nostri clienti non riescono a fare la spesa nei mercati contadini per i troppi impegni di lavoro, familiari o personali”.
Grazie a questo veloce switch del modello di business, l’azienda è ritornata presto alle dimensioni aziendali pre-pandemia, 42 dipendenti che però sono stati riqualificati in funzione del diverso schema operativo.
“Consideriamo la ripresa dalla pandemia – afferma Sacks – come una sorta di cambiamento a lungo termine. Prima, abbiamo visto la nostra crescita principalmente nei nuclei urbani. Non siamo più concentrati in quelle aree. Riteniamo che il futuro, per molti tipi di aziende, sarà quello di un ambiente di ufficio a bassa occupazione. Insomma, alla fine si tornerà negli uffici, ma magari solo per uno o due giorni alla settimana. In questo senso, ci interessa molto l’espansione in atto nelle periferie, sia dal lato residenziale che da quello lavorativo. Ad esempio, ora stiamo servendo un edificio a Norwalk, nel Connecticut, dove si trasferiscono persone che non vogliono più vivere a New York City”.
Mariangela Latella