Boom dei costi e rapporti di filiera, sarà un 2022 di passione

Da un lato gli aumenti (definiti “devastanti” da un nota figura del settore) dei costi energetici e delle materie prime necessarie nel ciclo di lavorazione e confezionamento, dall’altro la difficoltà di farsi “ristorare”, a valle della filiera, almeno una parte dell’epocale impennata delle spese: il settore della IV Gamma inizia il nuovo anno con tante incognite – la principale legata proprio alla corsa dei prezzi delle utenze e dei materiali, destinata a proseguire – e monta la preoccupazione.

Preservare un minimo di marginalità a beneficio della fase produttiva e industriale è diventata una mission ostica: “Quando andiamo a proporre il ritocco di 1 o 2 centesimi a pezzo, i buyer ci guardano storto e rilanciano al ribasso, chiedendo addirittura un ulteriore taglio del prezzo”, la denuncia che arriva dall’interno del settore. Una supply chain dove non si parla la stessa lingua, insomma, e dove lo sbandierato impegno della GDO a contenere i listini in tempi di inflazione e rincari rischia di trasformarsi in un boomerang che piomba non su chi l’ha lanciato, ma nelle retrovie. Anche nella IV Gamma, soprattutto nelle realtà meno strutturate.

E sebbene negli ultimi anni si sia assistito a una scrematura dei player con il consolidamento di realtà robuste, importanti, il settore ha tutte le ragioni per guardare avanti con qualche timore, complice la recrudescenza della pandemia che ha nuovamente messo in ginocchio l’horeca. Sarà un 2022 di passione.

Mirko Aldinucci
mirko.aldinucci@freshcutnews.it

 

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