Francia scossa dal caso Florette (che ha toccato McDonald’s)

Se in Italia il mondo dell’agroalimentare ricorderà l’estate 2018 come quella ‘della presa di coscienza’ – il riferimento è alla questione del caporalato legata al problema delle doppie aste al ribasso imposte da alcune insegne della GDO -, per i consumatori d’Oltralpe potrebbe restare nella memoria come ‘la stagione calda delle tossinfezioni’.
Una preoccupazione che ha coinvolto in particolare il comparto della IV Gamma, e ancor più nello specifico un’azienda normanna leader a livello internazionale, Florette.

Mercoledì primo agosto Florette ha ritirato dalla vendita 2.500 lotti di aneto proveniente dalla Spagna e distribuiti su tutto il territorio nazionale: c’era la possibilità che i prodotti in questione fossero contaminati da Salmonella. Il giorno precedente, era toccato alle insalate fornite da Florette Food Service (FFS), una filiale integrata di Florette, a McDonald’s, dopo che la catena di ristoranti fast-food più famosa al mondo aveva rilevato la presenza di listeria in una Cesar Salad.

Fin dalle prime ore successive ai due episodi, il Gruppo francese ha precisato la loro reciproca indipendenza: “Queste due contaminazioni – si leggeva in una nota – coinvolgono due società distinte. Nel caso del Dill (aneto) si tratta di una filiale collegata alla vendita al dettaglio, mentre per l’insalata contaminata l’azienda è quella preposta alla fornitura del canale Ho.Re.Ca. I siti di produzione e i macchinari sono completamente distinti e differenti”.

Resta tuttavia una ‘macchia’ sul pedigree di una delle maggiori realtà agroalimentari d’Oltralpe, che intacca l’opinione pubblica francese sconvolta da quello che in taluni casi è stato trattato dai media come un vero e proprio ‘gossip estivo’. È un episodio che deve comunque far riflettere: seppur gli standard qualitativi e i controlli siano elevatissimi, nessun produttore di IV Gamma può esimersi dal sottovalutare il rischio delle tossinfezioni e prendere preventivamente in considerazione ‘un piano di uscita’ nel caso in cui l’immagine aziendale fosse intaccata da disinformazione e false notizie. (c.b.)