25 anni di ricerca su ortofrutta e IV Gamma in un volume di Colelli e Inglese

In uscita per i tipi di Edagricole, il volume dal titolo “Gestione della qualità e conservazione dei prodotti ortofrutticoli”. Il compendio è curato da Giancarlo Colelli (nella foto), ordinario di Impianti per le operazioni post-raccolta all’Università di Foggia, e da Paolo Inglese, ordinario di Coltivazioni arboree all’Università di Palermo, e fotografa lo stato dell’arte relativo al condizionamento post-raccolta e conservazione dei prodotti ortofrutticoli freschi, così come si è sviluppata negli ultimi 25 anni.

“È dalla fine degli Anni Ottanta – ci spiega Colelli – che si aspettava un volume del genere. Quella, infatti, è la data dell’ultima pubblicazione su questi temi. Il modo di concepire l’agricoltura è molto cambiato rispetto a 25 anni fa, soprattutto per ciò che riguarda l’ortofrutta. Oggi si parla, in un certo senso, di produzione ‘on demand’, perché i prodotti ortofrutticoli devono avere le caratteristiche richieste dal mercato e ciò comporta richieste molto diversificate, che variano dal frutto maturato sull’albero alla de-stagionalizzazione e, quindi, a periodi di conservazione anche estremamente lunghi, alla richiesta di uniformità a volte esasperata o di caratteristiche organolettiche ben individuabili e, infine, all’affermazione dei prodotti  freschi pronti al consumo (IV Gamma).  In un contesto così ampio e articolato, la ricerca italiana in questi 25 anni non è stata certo a guardare. Si è ampliata e specializzata la platea di ricercatori che si dedicano ai temi della qualità e della gestione post-raccolta di frutta e ortaggi e, allo stesso tempo, è stato fatto un salto di qualità in un ampio spettro di problematiche scientifiche e tecnologiche. Dallo lo studio della maturazione dei frutti, anche su base metabolomica, alla fisiologia e della tecnologia dell’ortofrutta in post-raccolta, allo sviluppo di strumenti di analisi non distruttive, alla progettazione di macchine, impianti e processi produttivi con alto grado di precisione e di automazione. Con Paolo Inglese abbiamo cercato di includere in questo volume tutte queste informazioni, che non erano mai state incluse in un unico compendio in lingua italiana. La sua particolarità è che – pur raccogliendo contributi da parte di oltre 50 ricercatori, esperti di fama internazionale nei vari settori – rimane anche un’opera divulgativa, rivolta cioè sia ai player della filiera ortofrutticoltura che agli studenti universitari.

Alla IV Gamma è dedicato il quarto capitolo della prima parte, dove si approfondiscono anche i temi di conservazione, maturazione e raccolta, qualità dei prodotti ortofrutticoli, logistica e aspetti normativi, ad esempio, per le certificazioni e l’etichettatura. La seconda parte è dedicata alle operazioni e tecnologie post-raccolta in base ad ogni singolo prodotto ortofrutticolo (es. fragole o uva da tavola) o gruppi di prodotti (es. pomacee, drupacee, ortaggi a foglia).

Per quanto riguarda la IV Gamma, è senza dubbio il capitolo più innovativo dal punto di vista sostanziale, dal momento che negli anni Ottanta, il settore era appena agli albori e negli ultimi 5 lustri ha fatto passi avanti da gigante sia in termini di penetrazione del mercato che di innovazioni colturali e tecnologiche. Siamo passati dalle iniziali buste di monoprodotto (generalmente insalate a foglia adulta) alle baby leaf e alle microgreen (germogli).

Il libro, inoltre, fa luce sulle principali criticità del processo di lavorazione: dal taglio alla conservazione, spiegando nel dettaglio i processi e le cause di degradazione dei prodotti, mettendo nero su bianco quello su cui si è basata e si basa tutt’ora la ricerca di settore, finalizzata ad implementare shelf-life e qualità dei prodotti ready-to-eat che sono sempre più presenti nella dieta degli italiani.

“Questo volume è dedicato alla memoria del prof. Adel A. Kader che – conclude Colelli – per me è stato un maestro indimenticato, che ha rappresentato il modello di scienziato, professore e divulgatore a cui ispirarsi nel lavoro quotidiano”.

Mariangela Latella