No al Nutriscore. L’Italia contro l’adozione nella UE dell’etichettatura francese

L’Italia ha bloccato il documento di conclusioni del Consiglio Agricoltura UE che avrebbe accelerato l’adozione di un sistema di etichettatura a colori sul modello del Nutriscore francese che danneggia le produzioni made in Italy e non informa correttamente i consumatori.
Il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova che si è infatti opposta insieme ai colleghi della Repubblica Ceca e Grecia, con il sostegno di altri Paesi. L’etichettatura nutriscore francese, come il sistema a semaforo adottato in Gran Bretagna influenzano il consumatore, con un bel verde, a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari. Un sistema fuorviante, discriminatorio ed incompleto, secondo molti esponenti dell’agricoltura italiana a partire dalle grandi organizzazioni agricole nazionali, che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali per favorire prodotti artificiali di cui, in alcuni casi, non è nota neanche la ricetta. Il rischio è che vengano promossi cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire, per esempio, l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate.
“In un momento difficile per l’economia – ha affermato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza contrastando le indicazioni fuorvianti ed estendendo l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al made in Italy. L’Italia grazie ai primati nella qualità e nella sicurezza alimentare conquistati a livello europeo ha la responsabilità di svolgere un ruolo di leadership in Europa”.