Le coltivazioni fuori suolo hanno una loro classificazione ATECO

L’ISTAT adotta un codice ATECO (codice per le classificazioni merceologiche) per le attività di coltivazione idroponica e acquaponica in anticipo sui tempi europei. Dal primo gennaio di quest’anno, le colture fuori suolo hanno debuttato nella classificazione ISTAT, in particolare nella sezione dell’agricoltura, comparto ortaggi, dove si prescrive che alle colture idroponiche (cioè con radici fuori suolo – coltivazioni aeree) sia attribuito il codice 01.13.21.
L’aggiornamento 2021 della ‘Classificazione delle attività economiche’ dell’ISTAT giunge in applicazione della legge 77 del 2020 recante ‘Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19’.
Questa norma, all’art. 224, in considerazione della particolare situazione di emergenza del settore agricolo, e del maggiore conseguente sviluppo di nuove pratiche colturali fuori suolo applicate alle coltivazioni idroponica e acquaponica, per le quali è necessaria valorizzazione e promozione, ha incaricato l’ente statistico italiano di provvedere a darne un’apposita classificazione merceologica entro tre mesi dalla norma.
L’avviso dell’aggiornamento dei codici ATECO da parte dell’ISTAT è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 266 del 26 ottobre 2010 con entrata in vigore della nuova classificazione con l’inizio del 2021.
Per adempiere alla legge nei tempi richiesti, l’ISTAT ha dovuto anticipare le attività di revisione dei codici ATECO, già ufficialmente avviate anche a livello europeo da alcuni mesi, e predisporre per la prima volta, dal 2007, un aggiornamento della struttura della classificazione delle attività economiche. Infatti, qualsiasi modifica a qualunque livello della classificazione, anche su pochi codici, implica necessariamente il rilascio di una versione aggiornata della classificazione stessa.
L’operazione di revisione della classificazione ATECO si inquadra all’interno di un processo decisionale internazionale già avviato da oltre un anno, a cui l’ISTAT partecipa insieme ai suoi omologhi europei, e in cui le determinazioni prese a livello dell’Unione definiranno la nuova struttura della classificazione NACE che rappresenta un vincolo per tutti i Paesi membri. Con l’acronimo NACE (dal francese Nomenclature statistique des Activités économiques dans la Communauté européenne) si intende la classificazione statistica delle attività economiche nella Comunità Europea.
Tenuto conto della complessità delle operazioni da svolgere che vedono il coinvolgimento fra l’altro, a livello di coordinamento, della Commissione Europea e delle Nazioni Unite, la nuova versione dell’ATECO armonizzata a livello europeo con l’aggiornamento della classificazione europea, non sarà disponibile prima di 3-4 anni. (m.l.)