IV gamma, “serve adeguare la normativa”. Battagliola (UIF): “Tavolo con ministeri e filiera”

Battipaglia si è tenuto un appuntamento organizzato dal Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food dedicato alle istituzioni pubbliche e alle realtà associative interessate: un’intera giornata con l’obiettivo di illustrare e approfondire, toccando con mano, la filiera della produzione dei prodotti di IV Gamma e fare il punto sulla normativa, che necessita di una revisione.
L’evento si è svolto nella Piana del Sele, in provincia di Salerno, territorio che si distingue per la sua capacità produttiva, di ricerca ed innovazione nel settore specifico. I partecipanti hanno dapprima visitato la Ortomad La Linea Verde, dove sono state mostrate le tecniche di coltivazione e raccolta della materia prima, per poi recarsi in visita allo stabilimento produttivo di Bonduelle, dove è stato illustrato tutto il processo, dalla ricezione dei prodotti fino all’imbustamento a cui ha fatto seguito il seminario “Dalla Piana del Sele una riflessione sull’evoluzione della IV Gamma: innovazione, sicurezza e trasparenza”. 
Dopo i saluti Istituzionali, Unione Italiana Food IV Gamma ha presentato una relazione dettagliata sull’evoluzione della IV Gamma, toccando temi cruciali come innovazione e sicurezza, e ha chiesto poi ai ministeri competenti di farsi promotori di un tavolo di confronto tra tutti i soggetti della filiera per arivare a un aggiornamento della normativa.
Andrea Battagliola (nella foto), presidente del Gruppo IV Gamma UIF, ha dichiarato: “I prodotti di IV Gamma costituiscono un’eccellenza dell’agroalimentare italiano. Qualità, sicurezza, innovazione e trasparenza sono le caratteristiche che, creando fiducia nei nostri consumatori, assicurano il successo del nostro comparto. Ai fini del consolidamento e dell’ulteriore sviluppo di questo importante settore, chiediamo ai ministeri competenti di farsi promotori della convocazione di un tavolo di confronto, tra tutti i soggetti della filiera interessati, per valutare come operativamente affrontare le problematiche all’ordine del giorno”.
Il confronto richiesto alle istituzioni si dovrebbe proporre di trattare gli sviluppi e le specificità derivanti dalla inevitabile ed inarrestabile evoluzione tecnica e commerciale del comparto, tra cui la frutta di IV Gamma e i prodotti di Vertical Farming.
“È comune interesse arrivare a definire una norma che sia chiara e non contraddittoria – ha sottolineato Battagliola -. Con l’inserimento di prodotti ‘non lavati e pronti al consumo’, come previsto dalle ultime bozze del Decreto, si corre il rischio di creare confusione nel consumatore, poiché esisterebbero a questo punto tre tipologie di prodotti, facilmente confondibili se non adeguatamente individuati ed etichettati:  prodotti di I gamma cosiddetta evoluta, da lavare prima dell’uso;  prodotti di IV gamma, lavati e pronti al consumo; e  prodotti non lavati e pronti al consumo”.
Negli ultimi anni il settore, trainato dal suo valore aggiunto in termini di servizio fornito al cliente, è cresciuto costantemente: dal 2014 al 2019, i consumi dei prodotti di IV Gamma si sono incrementati del 30% a valore e del 35% a volume. Dopo una flessione solo temporanea a causa della pandemia nel 2020, il 2021 mostra nuovamente un trend positivo, con ben 20 milioni di famiglie che acquistano abitualmente prodotti ortofrutticoli di IV Gamma. Il comparto crea costantemente occupazione sia nel settore agricolo che industriale. Risulta quindi chiara la rilevanza della convocazione, in tempi celeri, di un tavolo di lavoro finalizzato ad adeguare la norma all’attuale evoluzione della categoria.
Nella Piane del Sele sorge il secondo polo della IV Gamma d’Italia, nato proprio come gemmazione del primo che si estende tra Bergamo e Padova e che rappresenta un esempio importante di eccellenza produttiva e sinergia tra i territori. Tra i sette comuni di Eboli, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Capaccio e Serre in dieci anni sono sorte circa 3.000 aziende con un’occupazione di 9 mila persone circa che realizzano un fatturato annuo di 2,5 miliardi (in crescita costante del 15% annuo), per il 30% all’estero. Il settore, che ha dimostrato grande senso di responsabilità  e sacrifici in piena pandemia, sta andando – si è sottolineato a Battipaglia – nella direzione di un’agricoltura sempre più green, prevista dal Green Deal europeo e dal PNRR.